LA RUBRICA SETTIMANALE: L’AVVOCATO NEL CASSETTO LE NOVITA’ DAL PIANETA GIUSTIZIA

LA RUBRICA SETTIMANALE: L’AVVOCATO NEL CASSETTO LE NOVITA’ DAL PIANETA GIUSTIZIA
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Proseguiamo con la 2^ tappa del viaggio nel mondo del web con particolare riguardo ai minori:

Se un genitore ha il consenso dell’altro genitore, e del minore ultra 14enne, può lecitamente pubblicare l’immagine.  MA A QUALI RISCHI ESPONIAMO I NOSTRI FIGLI, COME PROTEGGERLI?

dell’avv. Cinzia Teresa Econimo

Ogni immagine sul web mette a disposizione del potenziale aggressore un’innumerevole quantità di dati personali preziosi. Non pensiamo ad essere cauti come ad esempio, andando in metro quando è particolarmente affollata, controlliamo la chiusura della borsa o della tasca in cui abbiamo il portafogli per preservarli da possibili furti. Al contrario dilaga il fenomeno dello “SHARENTING”: la pratica di condividere continuamente foto dei propri figli sui social.

Vari algoritmi sono in grado di elaborare ed acquisire da tali immagini numerosi dati personali e possono identificare i minori, la loro età ,la loro posizione.. Oltre ai rischi legati alla condivisione fuori controllo delle immagini dei propri bambini e l’uso criminale che può essere fatto di esse online, possono anche sorgere rischi concreti per la sicurezza fisica dei bambini.

Il furto digitale dell’immagine, di per sé reato, può  essere aggravato dall’utilizzo delle immagini su siti a carattere pedopornografico e più grave il Digital kidnapping (rapimento digitale) dove le identità rubate di minori vengono vendute sul dark web per realizzare giochi di ruolo con le immagini dei figli altrui. Le foto vengono ripubblicate su account fake o reali appositamente creati attraverso cui, le immagini dei minori vengono identificati come figli di altri genitori o appartenenti a famiglie virtuali.

Nulla viene veramente cancellato dal web. sebbene le più moderne legislazioni in materia di protezione dati personali (GDPR 679/2016) sanciscano il diritto alla cancellazione dei dati,  questi non vengono cancellati ma solo resi invisibili, un tatuaggio digitale indelebile del quale i minori  non potranno facilmente sbarazzarsi.

Come proteggere i nostri figli?

La sicurezza perfetta sulla rete non esiste. Esistono misure utili

  1. applicare impostazioni privacy rigorose sui propri profili, limitare l’accesso ai propri profili social e quindi alle foto. Limitare la visibilità dei post ai soli amici, rendere invisibile al pubblico le foto di copertina e di profilo, limitare le possibilità di condivisione da parte dei propri amici delle foto.
  2. essere selettivi nelle immagini che vengono condivise: limitare al massimo le informazioni che possono essere acquisibili dalle immagini condivise.
  3. rimuovere le informazioni EXIF dai propri smartphone e fotocamere digitali per proteggere le informazioni sulla posizione (i dati EXIF includono la posizione precisa o le coordinate GPS di dove è stata scattata la foto).
  4. conoscere rischi e minacce in rete: nessuna impostazione o accorgimento tecnico potrà mai sostituire una cultura consapevole della protezione delle informazioni di bambini e adolescenti.

Competente per i reati commessi sul web è la Polizia Postale  appositamente istituita nel 1998 alla quale va depositata la denuncia. Deve anche essere informato il provider (facebook, instragram) dell’illecito in quanto ha un ruolo attivo e di responsabilità nel rimuovere quei contenuti. I provider più conosciuti mettono a disposizione un indirizzo di posta elettronica per segnalare gli abusi.

 

 

A cura di CATALINA MIOARA GEORGESCU

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