LA RUBRICA SETTIMANALE: L’AVVOCATO NEL CASSETTO LE NOVITA’ DAL PIANETA GIUSTIZIA

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Sentenza n. 6/2021, pubblicata il 07/01/2021 del Tribunale di Palmi (RC)

E SE IL CONIUGE SI DICHIARA “SINGLE” SU FACEBOOK?

di Cinzia Teresa Econimo Avv.

Una recente e innovativa sentenza del Tribunale di Palmi: si può chiedere la separazione con addebito nei confronti del coniuge, che si dichiara “single” sulla piattaforma social “Facebook”.

La domanda della ricorrente è apparsa al collegio giudicante fondata e meritevole di accoglimento.

Il Tribunale ha motivato la decisione evidenziando come i rapporti interpersonali siano oggi notevolmente mutati, non essendo più soltanto i contatti “face to face” (faccia a faccia), ma molto più spesso su canali virtuali: anche i “tradimenti” quindi, per potersi definire “consumati”, non necessitano di un “contatto umano” nel senso più vero e tradizionale del termine, ma potendo bastare anche un “rapporto platonico” che vive sulla tastiera di un cellulare o di un pc.

Il marito, nel caso trattato dai giudici del Tribunale di Palmi, sarebbe venuto meno al dovere di fedeltà coniugale, intrattenendosi virtualmente con una donna. Il fatto: l’uomo su facebook si sarebbe dichiarato “single”, con l’annotazione “mi piacciono le donne”.

Ne è nato poi un rapporto virtuale con una donna, con cui avrebbe scambiato dei messaggi, peraltro poi casualmente finiti tra le mani della figlia minorenne, dal contenuto “non esattamente consono ad un uomo sposato”.

La moglie si sarebbe accorta a causa delle nuove abitudini del marito: uscite in orari notturni ed in luoghi appartati (il parcheggio di un centro commerciale), ore trascorse al cellulare. Tutti comportamenti questi che hanno indotto la moglie ad “indagare”.

Secondo il Tribunale, “Sebbene non si possa parlare di una relazione extraconiugale intesa nel senso più tradizionale del termine, di per sé, sarebbe sufficiente la sola circostanza di essersi dichiarato “single” sul sociale network, ad addebitare la separazione al coniuge… “fedifrago”.

La giurisprudenza di legittimità, già da tempo, ha specificato: “In tema di infedeltà coniugale, la Suprema Corte ha osservato che ai fini della valorizzazione nell’ambito di un giudizio di separazione per colpa non rilevano esclusivamente le relazioni extraconiugali in senso stretto ma anche quei comportamenti univocamente a ciò indirizzati che possono giustificare da soli la lesione della dignità e dell’onore dell’altro coniuge” (Cass. n. 8929 del 12/04/2013).

Il dichiararsi pubblicamente libero da vincoli sentimentali, lede platealmente la dignità del coniuge, “rappresentando ai terzi estranei un modo di essere o uno stato d’animo incompatibile con un leale rapporto di coniugio”.

Avv. Cinzia Teresa Econimo  www.avvocatoeconimo.it/contatti

A cura di CATALINA MIOARA GEORGESCU

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