IL FASCINO DELLA, STORIA, TRA PASSATO E FUTURO LA REALTA’ ARCHEOLOGICA PIU’ SORPRENDENTE DELL’INTERO ARCO ALPINO

IL FASCINO DELLA, STORIA, TRA PASSATO E FUTURO LA REALTA’ ARCHEOLOGICA PIU’ SORPRENDENTE DELL’INTERO ARCO ALPINO
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IL NUOVO MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA VALLE CAMONICA

di Catalina Mioara Georgescu

La nascita del nuovo Museo Archeologico Nazionale: 11 giugno in Valle Camonica, Cividale Camuno (BS)

 Dall’11 giugno, la Valle Camonica romana – una delle realtà archeologiche più sorprendenti dell’intero arco alpino – avrà un nuovo museo di riferimento, in una più grande e adeguata  sede, Cividate Camuno, l’antica  Civitas Camunnorum, per iniziativa del Comune e della Direzione Regionale Musei Lombardia , con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Bergamo e Brescia e il contributo di Regione Lombardia e della Comunità Montana di Valle Camonica.

Il nuovo museo, ampiamente esteso su spazi quadruplicati rispetto alla vecchia sede, potrà accogliere in modo finalmente adeguato i reperti già esposti a partire dal 1981 in un primo Museo Archeologico, in presente troppo angusto, oltre che dare spazio ad un patrimonio in continua crescita, confermando la ricchezza vitale della ricerca archeologica e il dinamismo dei musei che la raccontano.

Nel centro storico di Cividate Camuno, nel cuore della Civitas romana e dell’abitato medioevale, di fronte alla Chiesa Parrocchiale, sorge la nuova sede del museo.

Il ruolo fondamentale del Museo Archeologico Nazionale è quello di raccontare la romanizzazione della valle, punto di arrivo e di partenza di itinerari archeologici tra più belli e articolati dell’Italia settentrionale: dal teatro–anfiteatro al Santuario di Minerva, dalla casa alpina a Pescarzo di Capo di Ponte.

Un viaggio tra gli antichi romani delle Alpi

Quarant’anni di storia delle ricerche in Valcamonica che raccontano di importanti ritrovamenti e auspicano, ancora negli anni Cinquanta del secolo scorso, l’istituzione di un museo Archeologico della Valle Camonica, materiali, foto, che testimoniano le ricche scoperte archeologiche tra i Camuni e i Romani; rimbalzano tra il borgo che poggia sulla storia e i siti archeologici musealizzati e aperti al pubblico: il santuario di Minerva, l’anfiteatro e si arriva finalmente al museo Archeologico nazionale della Valle Camonica,  a uno scorcio della sua nuova sede nel cuore di Cividale Camuno che sarà aperto l’11giugno 2021. In un periodo in cui l’attività museale è ridotta ai minimi termini, il Museo di Cividale Camuno si rinnova completamente, grazie ad un progetto di restyling che cura nei minimi dettagli l’aspetto espositivo dei reperti conservati, conferendo loro una nuova vitalità e un nuovo rilevanza.

 

Numerosi ritrovamenti, oggi in parte visibili in aree e parchi archeologici che coniugano archeologia e arte rupestre, raccontano una storia straordinaria. Della città sono stati riportati alla luce le terme, resti consistenti del foro, diverse domus, le necropoli e il quartiere degli edifici dà spettacolo, con un teatro e un anfiteatro. La straordinaria consistenza, ricchezza e monumentalità del patrimonio archeologico della Valle Camonica romana, emerso con forza dalla metà degli anni Ottanta del secolo scorso ha portato ad azioni sinergiche di valorizzazione.

Il parco, esteso per circa 12.000 mq, offre un eccezionale spaccato della città antica: in esso sono visibili l’anfiteatro, riportato interamente alla luce nelle strutture perimetrali (l’unico interamente visibile in tutta la regione), una porzione del teatro, pari a circa un terzo del totale. Nelle otto sezioni del nuovo Museo, realizzato su progetto architettonico e di allestimento dello Studio di Architettura Volta di Brescia, sono proposti materiali di età romana trovati a Cividate Camuno e nel territorio: una ricca collezione epigrafica, importanti elementi architettonici e scultorei e ricchi corredi funerari dalle necropoli, con pendenti e amuleti anche in oro e argento, etc    non solo preziosi ma anche carichi di valenze simboliche. All’età romana è dedicata la prima sala ai culti, alla statua della dea Minerva la seconda, alle necropoli la terza. Le opere sono dotate di didascalie e illustrate da panelli esplicativi e tanto altro da vedere ed ammirare.

La visita al Museo, alle aree e ai parchi della Valle Camonica romana, nel cuore della valle dei Segni, caratterizzata dalla millenaria tradizione dell’incidere sulle rocce, è un viaggio alla scoperta di uno degli itinerari archeologici più affascinanti di tutto l’arco alpino.

 

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