ARCHEOPLASTICA: IL MUSEO DEGLI ANTICHI RIFIUTI SPIAGGIATI.

ARCHEOPLASTICA: IL MUSEO DEGLI ANTICHI RIFIUTI SPIAGGIATI.
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“REPERTI DI PLASTICA SPIAGGIATA DI CINQUANT’ANNI FA È IL PRETESTO PER RACCONTARE UNA STORIA SENZA FINE, QUELLA DELLA PLASTICA, IMMORTALE, CHE SI ACCUMULA SEMPRE DI PIÙ NEI NOSTRI MARI”

di Vito Nicola Cavallo

Con la pandemia abbiamo inferto un colpo deleterio e significativo allo stato di salute all’amata sorella nostra terra ed acqua, ormai tutte le superficie emerse, i fiumi ed il mare sono invase da miliardi di mascherine, oggetti che oltre il 2070 ritroveremo in abbondanza, al prova, è quanto è stato avviato in Puglia con il progetto ARCHEOPLASTICA da Enzo Suma. Guida naturalistica ad Ostuni (BR), Enzo Suma da oltre dieci anni è il fondatore di MILLENARI DI PUGLIA una realtà dell’alto Salento impegnata nella fruizione e nella valorizzazione del territorio, nell’educazione ambientale e anche nel volontariato naturalistico. Dal 2018 è impegnati attivamente nella sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento da plastica e organizziamo diverse giornate di raccolta collettiva durante la quale partecipano decine di persone. Suma è un accanito raccoglitore di plastiche spiaggiate. E’ proprio durante queste raccolte che ha avuto l’idea del progetto supportato dai tanti amici che mi lo hanno seguito in questi anni. Archeoplastica è un progetto per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento da plastica e promuovere un uso più consapevole e responsabile di questo materiale.

Dal 2018 sono stati selezionati oltre 200 rifiuti di plastica, datati dai 30 agli oltre 50 anni fa, per realizzare un museo virtuale online e diverse mostre nelle scuole e in altri luoghi pubblici. L’osservazione e la messa in mostra di reperti di plastica spiaggiata di cinquant’anni fa è il pretesto per raccontare una storia senza fine, quella della plastica, immortale, che si accumula sempre di più nei nostri mari. La conoscenza e la consapevolezza del problema sono quegli elementi necessari che portano al cambiamento di ciascuno di noi nell’uso quotidiano della plastica.

Dichiara Enzo Suma “l’idea è maturata quando ho trovato per la prima volta un rifiuto di fine anni ’60. Si trattava di una bomboletta spray Ambra Solare con il retro ancora leggibile che riportava il costo in lire. UN RIFIUTO DI OLTRE CINQUANT’ANNI FA! Quando pubblicai la foto su Facebook scoprii lo stupore della gente nel vedere un prodotto così vecchio ancora in buono stato tra i rifiuti in spiaggia. E da quel post scaturirono dai lettori tante riflessioni sul problema della plastica.

Da quell’episodio ho iniziato a raccogliere sempre di più e a mettere da parte tutti i prodotti vintage di un’età variabile dai trenta ai sessant’anni. Ho imparato a riconoscerli e fino ad ora HO RACCOLTO OLTRE 200 REPERTI DATABILI TRA GLI ANNI ’60 E GLI ANNI ’80. Alcuni sono davvero spettacolari e riportano ben in evidenza la scritta in lire oltre ad avere uno stile retrò particolare. Così è nata l’idea di sfruttare il potenziale di questi vecchi rifiuti nel suscitare riflessioni sull’inquinamento da plastica del nostro mare. L’obiettivo è quello di raggiungere una maggiore consapevolezza sul problema da parte della gente. Una maggiore consapevolezza può portare ad assumere un diverso atteggiamento nell’uso che si fa della plastica, soprattutto per quanto riguarda quella usa e getta. Questi prodotti del passato che arrivano in spiaggia con le mareggiate riescono quindi ad accendere un faro sul problema attirando l’attenzione della gente.”

Ad oggi sono oltre 200 i rifiuti raccolti in spiaggia selezionati per il museo virtuale e le mostre. La loro età va dai 30 agli oltre 50 anni di vita. E continuano ad aumentare. E quindi sarà questo il materiale utile per dar vita AL MUSEO VIRTUALE e prosegue Enzo Suma “quello che faccio è raccogliere la plastica lungo le spiagge e tra i rifiuti individuare quelli che hanno almeno trent’anni di vita. Ci vuole un pò di occhio ma ad ogni uscita ne trovo sempre qualcuno. La parte difficile è lo studio del “reperto”. Bisogna indagare effettuando delle ricerche nel web, analizzando bene il reperto come farebbe un archeologo alla ricerca di una preziosa informazione, una data, un dettaglio che consenta di arrivare poi alla datazione. Non è un lavoro sempre facile. Per un reperto ho impiegato un anno e mezzo per arrivare a capire che si trattava del CONTENITORE DI UN BAGNOSCHIUMA DEL 1960 !Il primo passo per dare voce a questi reperti, che da oltre cinquant’anni viaggiano e disperdono microplastiche in mare, è quello di RENDERLI DISPONIBILI A TUTTI attraverso un sito internet. UN VERO E PROPRIO MUSEO VIRTUALE DI ANTICHI RIFIUTI SPIAGGIATI. Attraverso i fondi registreremo il dominio sul web e acquisteremo l’hosting con il database e il template più efficace. Occorrerà poi realizzare i contenuti e le varie sezioni. Tutti i reperti “archeoplastici”, attraverso un complicato e lungo lavoro fotografico UTILIZZANDO LA TECNICA DELLA FOTOGRAMMETRIA, verranno resi disponibili per l’ osservazione in 3D, esattamente come fanno i musei archeologici più all’avanguardia. Tutti i reperti hanno lo scopo di far riflettere. La plastica in mare è quasi eterna. Il messaggio di questi reperti è chiaro: TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO BUTTATO IN MARE FIN ORA E’ ANCORA TUTTO LI’. Se non riduciamo la quantità di plastica tra pochi anni in mare ci sarà più plastica che pesci. Il museo virtuale avrà il delicato ruolo di SENSIBILIZZARE E FARE INFORMAZIONEal fine di promuovere azioni finalizzate alla riduzione della produzione di rifiuti di plastica pro capite,puntando l’attenzione sulle plastiche usa e getta.”

Un attività indispensabile per la sensibilizzazione nelle scuole , implementando i piani dell’offerta formativa con ad esempio con MOSTRE NELLE SCUOLE (e non solo), al riguarda , sempre Suma comunica che “come Millenari di Puglia abbiamo già portato avanti campagne di sensibilizzazione nelle scuole e siamo consapevoli dell’importanza di coinvolgere le giovanissime e giovani generazioni. In questi ultimi anni abbiamo già avuto occasione di portare alcuni reperti “archeoplastici” nelle scuole elementari. Per i bambini è come avere davanti un reperto della preistoria, più vecchio dei loro genitori. I bambini rimangono molto colpiti da questi oggetti. Una delle azioni principali del progetto Archeoplastica è proprio quella di ALLESTIRE UNA MOSTRA ITINERANTE IN VARIE SCUOLE consentendo di veicolare il messaggio sia ai ragazzi che di riflesso anche ai loro genitori. Nell’atrio delle scuole gli alunni potranno osservare i reperti ma anche ritirare un OPUSCOLO DEL PROGETTO ARCHEOPLASTICA. Al suo interno ci saranno i reperti più significativi del progetto e le buone pratiche che ciascuno di noi può da subito mettere in atto per ridurre la nostra produzione di plastica. Il messaggio sarà chiaro: TUTTI POSSIAMO FARE LA NOSTRA PARTE E OGNI CONTRIBUTO, SEPPUR PICCOLO, E’ IMPORTANTE. Se ci sarà occasione potremo approfittare degli spazi pubblici offerti dai vari comunipugliesi

per ospitare la mostra del progetto Archeoplastica. COSA FAREMO CON I SOLDI RACCOLTI-MUSEO VIRTUALE dei rifiuti spiaggiati, acquisto dominio con rinnovo per 5 anni,acquisto hosting con rinnovo per 5 anni , riproduzione 3D dei reperti “archeoplastici” attraverso la tecnica della fotogrammetria , progettazione e realizzazione dei contenuti del sito, realizzazione di un blog con notizie sulle ultime ricerche del mondo scientifico, Sezione racconti sulle esperienze di singoli cittadini che si sono distinti per essersi impegnati in prima linea contro l’inquinamento da plastica. MOSTRA NELLE SCUOLE e in altri spazi pubblici, acquisto n.8 teche in plexiglass, acquisto supporti in acrilico trasparente, acquisto espositori per la descrizione del materiale, acquisto materiale per allestimento dello spazio espositivo, realizzazione pannelli didattici. http://www.archeoplastica.it/

373 529 3970

info@archeoplastica.it

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