IL BORGO MISTERIOSO DI SONCINO: LE STREGHE, LE LEGGENDE E I MISTERI

IL BORGO MISTERIOSO DI SONCINO: LE STREGHE, LE LEGGENDE E I MISTERI
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IL FANTASMA CELEBRE CHE TERRORIZZA I VISITATORI DEL CASTELLO

di Catalina Mioara Georgescu

Il borgo misterioso di Soncino e la sua storia

 Nella Pianura Padana, al centro della Lombardia, al confine tra le provincie di Cremona, Brescia e Bergamo, si trova il paese di Soncino. L’origine di Soncino è ancora avvolta nel mistero. Alcuni ritrovamenti archeologici sporadici (punte di freccia, raschiatoi in selce e un tesoretto in bronzo e rame) possono solo presumere un passaggio, un transito di popolazioni preistoriche attraverso il territorio soncinese, che in quest’epoca (dal periodo Neolitico all’inizio dell’Età del Ferro) era bagnato delle acque paludose del lago Girondo (o Girundo). L’arrivo dei Celti (VIII secolo a. C.), coincide probabilmente con la nascita di una zona di confine nel nostro territorio. Inizialmente tra i Celti e gli Etruschi, che erano per lo più stanziati al di là del fiume Oglio.

Qui ci troviamo davanti ad un posto che sembra uscito da una fiaba: il borgo di Soncino.

Racchiuso nelle mura medievali lunghe 2 km, conserva tante bellezze e storie interessanti. Per questo è stato meritatamente classificato ad essere uno tra i Borghi più belli d’Italia.

Soncino è nata su un piccolo dosso naturale della pianura. Il nome pare indicare una fondazione celtica o gota: “So-Kin” vuol dire “Re delle acque”. L’epoca d’oro di Soncino è il medioevo, quando divenne prima borgo franco autonomo sviluppando il commercio; qui morì Ezzelino da Romano (di qui parleremo più avanti), dopo la rapida espansione da Cittadella. Nel medioevo il borgo fu un frizzante centro di mercanti. I suoi panni lana, per esempio, erano venduti in tutta l’Europa. Un’altra caratteristica di Soncino è la presenza di una importante famiglia ebraica di stampatori, proveniente da Spira in Germania nella prima metà del ‘400, si può conoscere la loro storia nell’affascinante Museo della Stampa, dove oggi si può eseguire la prova di stampa con torchi e caratteri mobili: dalla spalmatura dell’inchiostro fino alla pressa per ottenere la copia con in cima l’immancabile xilografia con cui i Soncino decoravano le pagine, copiando gli amanuensi medievali.

Un souvenir unico da portare a casa.

Poi dal 1358 passò ai Visconti di Milano e poi agli Sforza che fortificarono il borgo, divenendo la più importante roccaforte contro la Repubblica di Venezia.

Il borgo di Soncino è un luogo affascinante con tanti posti da visitare. Tra le sue meraviglie che ci incantano, sono diverse sorprendenti chiese, tutte belle e con affreschi interessanti: Pieve di Santa Maria Assunta, Chiesa di San Giacomo, Santa Maria delle Grazie.

Poi c’è il Palazzo Stampa, sorprendente in stile liberty all’ingresso del borgo, dove un tempo c’era la Porta di San Giuseppe, anche lui è in mattoni, ma spiccano le vetrate, una colonna e il ferro battuto tipico del liberty. Continuando a passeggiare per le vie del borgo troviamo il Palazzo Azzanelli, con le sue formelle in terracotta tipiche della zona, Piazza  Garibaldi con il Palazzo Comunale e la Torre Civica del 1128 e tanto altro ancora da visitare.

Ora è un borgo tranquillo, dove a parte le auto degli abitanti regna la bellezza dei dettagli e una splendida atmosfera antica.

Il fantasma celebre che terrorizza i visitatori del Castello (Rocca) di Soncino

 Si, come tutti posti d’incanto, misteriosi ed affascinanti, anche Soncino ha le sue leggende. Una è quella del Drago Taranto, un mostro a sei zampe che deve il suo nome al fatto che si muovesse come una “tarantola”. Si sarebbe formato dalle spoglie del malvagio e sadico condottiero veneto Ezzelino da Romano, passato alla storia come “figlio del diavolo”. Scomunicato da Papa Alessandro IV – il quale aveva indetto persino una crociata contro di lui che era ghibellino, cioè filo-imperiale e anti–pontifico. Ezzelino morì rifiutando i sacramenti il 27 settembre del 1259 proprio nella Rocca di Soncino, dove era stato portato come prigioniero, sconfitto e ferito in battaglia dalla lega guelfa guidata da Azzo VII d’Este, Signore di Ferrara e di Este.

Il Drago Taranto era noto anche per cibarsi di carne umana e i soncinesi, a seguito di sparizioni di uomini, donne e bambini, lo temevano. La bestia sarebbe morta il primo gennaio del 1300 grazie all’intercessione di San Cristoforo, ma poco dopo la sua scomparsa vi fu un’infezione virale che provocò la morte di persone e animali. Sopravvisse solo una donna di nome Soresina, da cui la cittadina vicina prese il nome.

Le altre leggende del posto

Un’altra leggenda sostiene che con lui sarebbe stato sepolto un tesoro, ma nemmeno di questo vi è alcuna traccia. La morte di Ezzelino è ricordata ancora oggi dalle campane della Torre Civica ogni mercoledì alle 9.15.

Un’altra presenza nel castello sarebbe quella di un folletto dispettoso che dimora nella cosiddetta “Torre del Capitano”, così chiamata perché nel XVII secolo vi dormì un militare con questo grado, a cui folletto si divertiva a tirar via le coperte. Così il capitano, spaventato, non volle più dormire lì e le autorità spagnole di Milano ordinarono un’inchiesta sul misterioso posto. Poi un’altra leggenda sulla rocca riguarda anche la statua della Madonna con bambino posta in una nicchia della torre per proteggere la popolazione di Soncino. Durante un lavoro di restauro, nel 1999, sul dorso delle mani della Vergine venne notato un simbolo egizio, l’ankh, che significa vita e richiama Iside, madre di Horus, rappresentato come un falco nella mitologia dell’Antico Egitto; molto curioso, visto che un falco è rappresentato anche sullo stemma della rocca.

Soncino e il suo castello riservano mille e più sorprese, tantissime leggende, tenute vive dai suoi abitanti, che fanno rivivere la storia con i loro appassionati racconti, fino a creare quell’atmosfera suggestiva che nonostante i secoli passati si continua a vivere in questo meraviglioso paese.

Oggi Rocca Sforzesca di Soncino è diventato un luogo alla caccia di fantasmi a pagamento per gli studiosi del paranormale che vorranno esaminare il Castello, privilegiando i programmi televisivi, i ricercatori che sono intenzionati a investire dei soldi per i loro approfondimenti sul tema.

Tra i passaggi segreti, misteri e leggende il borgo di Soncino vi aspetta!

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