CERAMICHE ECCELLENZA DI PUGLIA: “UN ANGOLO DI PARADISO” LA CASA-MUSEO E BOTTEGA DI COSIMO DETTO “MIMMO” VESTITA IN TERRA DEL SALENTO.

CERAMICHE ECCELLENZA DI PUGLIA: “UN ANGOLO DI PARADISO” LA CASA-MUSEO E BOTTEGA DI COSIMO DETTO “MIMMO” VESTITA IN TERRA DEL SALENTO.
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“GIOCAVAMO CON LE “TETTE” DELLE MUCCHE, “TETTE” CHE SI TRASFORMAVANO IN GETTI DI LATTE CON CUI BAGNARE I COMPAGNI DI GIOCO!” Terza Parte/6

di Vito Nicola Cavallo

Vi racconto un mio ricordo; la bottega di mio padre era ubicata ai margini della città, nell’immediata periferia e nei pressi dell’inizio della campagna, e della macchia mediterranee nella quale pascolavano le mucche in libertà, pensate, il nostro gioco qual era? Non avevamo le pistole ad acqua, giocavamo con le “tette” delle mucche, “tette” che si trasformavano in getti di latte con cui bagnare i compagni di gioco! Il povero massaro si disperava, ma noi ci divertivamo tanto e davamo sfogo a tanta fantasia, favorendo così la nostra crescita Oggi invece, nonostante si frequenti la scuola, l’università, una volta laureati o diplomati, i giovani hanno comportamenti non sempre in linea con la convivenza civile. Oggi però, caro Maestro, i ragazzi non sono né a scuola ne all’Università, a causa del COVID, ma sono in didattica a distanza, quindi dovrebbe essere peggio? Guardi, non lo so, sinceramente bisogna inventarsi qualcosa, oggi la scuola ha delle “falle”, non è comprensibile come mai, dopo aver conseguito un titolo abilitante alla professione, devono ancora svolgere stage o anni di formazione per poter svolgere un lavoro.

Ad esempio, sappiamo che, il grande scultore Michelangelo Buonarroti, era già bravo a 17 anni! Non so se ci rendiamo conto, che nel passato, a tren’tanni eri alla fine della vita o quasi, oggi a trent’anni stai ancora iniziando o quasi, questo non è normale!

Quindi secondo Lei, durante l’estate bisognerebbe far frequentare bottega ai   ragazzi, per un primo apprendistato, con tutti i canoni di sicurezza e di tutela?

E’ difficile fare questo, i problemi sono insormontabili, si lavorerebbe con ansia. Tornando alla ceramica, secondo Lei quale l’importanza ed il ruolo dell’utilizzo delle maioliche nell’economia nazionale e locale? La produzione della ceramica ha un ruolo importantissimo, a parte la ceramica d’uso e tradizionale rivisitata, noi facciamo tanto, tanto design, gli oggetti che stiamo in questo momento sono tutte opere di design, infatti su molte riviste di architettura, sono presente installazioni in ceramiche in diverse nuove abitazioni e non solo. Opere disegnate da architetti e design di chiara fama.

Ma mi dica, i design e gli architetti con cui collabora, hanno messo mai le “mani in pasta”, prima di progettare i nuovi oggetti da lei prodotti?

No, molti di loro, si avvicinano per la prima volta all’arte della creazione, modellazione e trasformazione della materia e del colore con il calore, ma qualcuno di loro al contrario li abbiamo ospitati per un tempo nella nostra bottega, molti di loro mi ha richiesto di lavorare a “bottega” almeno per un mese. Vogliono conoscere la materia, si affascinano, a parte il luogo, voi vedete che il luogo, in cui produciamo è abbastanza contenuto, e vi spiego anche il motivo di questa dimensione del luogo. Ero bambino e le cose erano migliori di come sono oggi, in realtà, lo stato delle cose è molto peggiorato, perché? Io sto in uno spazio piccolo, noi siamo una bottega d’eccellenza, non lo dico io ma mi viene riconosciuto da più parti; per questo

avevo pensato ad ingrandirmi come struttura di creatività e  produzione, grazie all’occasione di poter acquisire un spazio al piano terra sottostante la mia attuale bottega, un luogo di una bellezza “pazzesca”, ho chiesto un prestito in banca di un centinaio di miglia di euro, non un milione di euro, da restituire in toto, senza agevolazioni o benefici dello Stato, che comunque non mi ha dato mai niente. Risposta, Lei Sig. Vestita non “ha i numeri”!.

Ho capito che non ho i numeri, e non siamo riusciti a trovare un qualche finanziamento che incentivasse questo mio intendo di poter implementare l’attività artigianale. Voi non ci crederete, ma io ho elaborato il “lutto”, perché questa cosa la volevo a tutti i costi, ho dunque  elaborato il “lutto, nonostante tutto, ho preso in fitto questo luogo, ho sprecato diecimila euro, in attesa di una risoluzione, ma niente non è stato possibile. Allora, di cosa stiamo parlando, di cosa? Danno prestiti per realizzare dei capannoni, che dovrebbero dare lavoro, spesso sono delle truffe; e quindi abbiamo sprecato territorio, soldi, e non è nato niente. Io, e chi come me, sono un’azienda vera, io sono vero, vedete, tutto questo non è cinema, questo è vero, veramente mi viene la pelle d’oca, mi emoziona questa cosa, niente. Qui da noi, sono venuti da tutta Europa designer, che hanno girato tanto, per individuare una bottega che abbia la capacità e potenzialità di produrre nuovi oggetti con nuove forme; ho ospitato cinque designer, con cui abbiamo realizzato cose che altri non riuscivano a fare, è triste, molto triste è bello per noi, affermare che, sono poche le botteghe di eccellenza in giro per il mondo, loro non volevano andar via da qui.

Mimmo, vogliamo inviare un messaggio-invito ai designer della Puglia, della Campania e non solo, con il quale si rende disponibile a continuare ad ospitare questi “creativi” dell’arte ceramica? Si certo, volentieri, stiamo facendo solo quello, al riguardo, vi anticipo che sto realizzando una installazione artistica contemporanea, molto bella da vedere e che stanno montando, si parte da un frammento e si evolve secondo il progetto di un architetto, per il Museo di Egnazia, in provincia di Brindisi. Egnazia un luogo che racconta del mondo Magno-Greco, in cui è possibile ammirare antichi vasi “neri”, a vernice nera, la vernice nera è un’altra cosa da raccontare, è un mito, se Dio c’è, sul nero Greco c’è Dio. Vasi neri, belli, tutti metallizzati, in cui si voleva emulare il metallo, anzi ora vi presento un campione della ceramica di Egnazia, una produzione di circa dieci anni fa, che abbiamo al momento fermata, in quanto i costi di produzione sono molto elevati. Dicevo, vasi con vernice nera e con sovrapposizione di argilla bianca, la decorazione che vedete è fatta con l’argilla bianca ed il nero (è un mistero ancora oggi la sua realizzazione!) veniva e viene fatto con la “terra rossa”, quindi dall’origine questo nero è ocra di “terra rossa”, terra di Puglia, chi è stato in Puglia conosce questo colore bellissimo, presente sotto gli alberi d’ulivo secolari. Poi c’è tutto un processo, tu metti nel forno gli oggetti, e dopo scopri una magia quando, aprendo il forno, è come scoprire uno scrigno. In questa ceramica di Egnazia, si voleva imitare il metallo, ed infatti colpendo con le dita il vaso, lo stesso restituisce note metalliche, con tono fermo ed inconfondibile, una creazione che l’artigiano del tempo e quello di oggi ha voluto creare la ceramica ma particolarmente il suono di una piccola campana. Sentite come “suona”, una meraviglia, un suono non proprio pieno, in quanto il vaso è bi-ansato e che determina una discontinuità sonora nei punti di “saldatura”, senza manici, il suono sarebbe stato uguale al bronzo. Quindi questa è la ceramica di Egnazia, che risulta essere un invenzione degli Apuli, mentre i Greci idealizzavano tutto ciò che facevano, quando sai fare quei vasi, tutto diventa semplice e banale, dalla forma

dalla forma alla idealizzazione delle figure che erano così perfette , e che ripeto se Dio c’è li c’è Dio. Se parliamo del pittore di Berlino, chi non conosce questo pittore, andate a guardare, era il designer dell’epoca, immaginate un vaso già bellissimo, la forma disegnata proprio da un designer, tutto nero spesso con una figura, una, non riempito, illezziosito, una figura e se Dio c’è è Dio, e non ce ne per nessuno. Il pittore di Berlino, andate a guardare, filettatura unica e pulitissima, e li vedi proprio come la figura umana veniva idealizzata. SEGUE VENERDI’ PROSSIMO 30/04/2021.

(1) Eugenio Imbriani (Ceramica artigianale in Puglia) e Simona Di Giulio ed Emanuela Di Palma (“Bottega Cosimo e Carmelo Vestita”). In “La ceramica di Grottaglie, ovvero l’importanza della tradizione a cura di Stefania Massari e Pasquale Izzo-De Luca Editore d’Arte. Roma, Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari-26 novembre 2003-30 giugno 2004”

(2) PIER LUIGI CERVELLATI. RELAZIONE NORME DI ATTUAZIONE CODICE DI PRATICA CITTA’ DI GROTTAGLIE Piano di Recupero del Centro Storico particolareggiato per la Città Antica e il Quartiere delle Ceramiche 2001/2002.Grottaglie

(3)“La ceramica dei fratelli Vestita di Grottaglie”- FAI giovani Bari organizza, sabato 13 maggio 2017.

(4) https://www.salentoacolory.it/la-cripta-nascosta-di-grottaglie/

 

(5)  “La ceramica graffita in Puglia in età medioevale-la ceramica graffita ed invetriata: le origini ”, del 2008,  della Dott.ssa Daniela De Vincentis nel catalogo  del XIII concorso di ceramica mediterranea, svoltosi a Grottaglie nel 2006,a cura dell’amministrazione comunale

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