CERAMICHE ECCELLENZA DI PUGLIA: “UN ANGOLO DI PARADISO” LA CASA-MUSEO E BOTTEGA DI COSIMO DETTO “MIMMO” VESTITA IN TERRA DEL SALENTO.

CERAMICHE ECCELLENZA DI PUGLIA: “UN ANGOLO DI PARADISO” LA CASA-MUSEO E BOTTEGA DI COSIMO DETTO “MIMMO” VESTITA IN TERRA DEL SALENTO.
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“AVEVI UN MAL DI PANCIA? ALLORA, TI SCOPRIVANO LA PANCIA E CON UNA “PIZZA” DI CRETA BELLA FRESCA “TE LA METTEVANO SULLA PANCIA!” “UE PICCI CE TIENI, MO TI CURU IO” Seconda Parte /6

di Vito Nicola Cavallo

Grazie alla sua posizione centrale, del terrazzo “iefo” (ndr iefu) della bottega, si gode una vista a 360° che affaccia sull’interno del “Quartiere”, da cuiemerge la splendida cupola di maioliche della chiesa di S. Francesco di Geronimo, con i tre colori predominanti della ceramica grottagliese, il giallo, il verde e il rosso. Per il rivestimento delle cupole delle chiese si usavano mattonelle di forma rettangolare con il lato corto arrotondato, muniti di un foro per consentire un migliore fissaggio alla cupola e, solitamente, si presentavano invetriate su una faccia e sui lati mentre il retro veniva lasciato grezzo. Tali coperture venivano disposte quasi sempre a squama di pesce creando dei suggestivi effetti decorativi. Alcune di queste maioliche sono state donate dai fratelli Vestita al Museo Nazionale e Tradizioni Popolari di Roma. La storia della famiglia, è molto antica; si hanno notizie di un tal Vestita Giacomo, primo tornitore nella fabbrica di ceramica del prof. Galileo Chini a Borgo S. Lorenzo nei primi dell’800. Nel 1818 è attestata l’attività figulina di Giuseppe Felice e nell’Elenco delle maestranze figulina di Grottaglie compilato dal prof. Polidori, compaiono come

ceramisti capasonari: Vestita Giacomo, Vestita Salvatore, Vestita Eligio e F. e Vestita Carmine.

La nuova generazione dei Vestita ha studiato e ripreso la tradizione della tecnica ceramica magno-greca, allargando la sua competenza alla produzione medioevale. I tre fratelli collaborano oggi con molti artisti, producendo ceramica per l’architettura, non trascurando la sperimentazione e lo studio del design di forme di arredo alternative. Hanno, inoltre, partecipato a diverse mostre internazionali tra cui la biennale di Venezia, e prodotto manufatti per scenografie teatrali. Un oggetto simbolo della loro produzione è il pomo detto “Pumo”, che è un elemento ornamentale tipico dei terrazzi e balconi; sostituisce le piante ornamentali, e viene messo in coppia all’estremità delle ringhiere infilato sopra agli appositi fermi metallici.

Altro splendido manufatto è rappresentato dalle casette degli uccelli di cui si conserva nella bottega un antico esemplare. I fratelli Vestita cercano di trasmettere e tramandare con l’oggetto creato, i sentimenti e le emozioni dei padri attraverso al ceramica”. I “Pumi o Pigne”, sono prodotti ceramici fatti a mano molto diffusi nelle aree del Barocco pugliese. Nel centro storico di Grottaglie, nei palazzi antichi sulle facciate e nelle ville nobiliari dell’agro fanno bella mostra sulle facciate ed adornano i rispettivi balconi in ferro battuto, o fanno bella mostra di se su imponenti colonne in tufo dei suggestivi pergolati a collegamento dei diversi spazi abitati delle ville o delle masserie presenti nel territorio delle ceramiche. La loro forma è simile ad un carciofo o a un bocciolo di rosa stilizzato, che rappresentano la riproposizione elegante della natura unita al simbolismo legato al buon auspicio alla fecondità, alla fortuna, all’abbondanza. Il pumo è inteso da ceramisti quale espressione di capacità professionale ed innovazione delle forme,

della decorazione espressa nella varietà dei colori. “Manufatti ornamentali che presentano generalmente una forma sferica circondata e sostenuta da quattro grandi foglie così da ricordare, nel loro intero sviluppo, i boccioli dei fiori racchiusi in un calice. All’apice una guglia appena accennata. I pumi, di forma e colore variabili ma sempre legati al motivo floreale del bocciolo stilizzato, avevano anche una funzione augurale, per questo venivano aggiunti particolari che ne potenziavano il valore beneaugurante.

Nel corso dei secoli i pumi si evolvono nella forma adattandosi ai gusti delle diverse epoche, alle capacità artistiche del figulo, al valore puramente estetico e beneaugurante che l’eventuale committente richiedeva. Questa variabilità si rifletteva altresì nell’uso degli smalti e delle invetriature impiegati.” (1)

Incontriamo nella sua bottega, a Grottaglie, città d’arte, nel quartiere delle ceramiche unico al mondo, Mimmo Vestita, un ceramista di lunga data, che appartiene da generazioni a famiglie di figuli, che arrivano dall’800, abbiamo chiesto se il settore artigianale, nonostante ci siano aiuti economici da parte del Governo, di fatto cosa si sta verificando nel vostro settore?

Allora, questa è una bella domanda. Faccio un esempio, io nasco da una famiglia di ceramisti, da generazioni, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, non si sa da quanto tempo si fa ceramica. Io già da bambino, frequentavo la bottega, quando il mestiere si trasferiva, lavoravi con i grandi, e non è vero che ti sfruttavano o ti davano con la mazza in testa. Anzi, per loro eri come un figlio, per esempio, se tu avevi un mal di pancia o un prurito,

loro, gli operai, risolvevano tutto con l’argilla-con la “creta”. Avevi un mal di pancia? Allora, ti scoprivano la pancia e con una “pizza” di creta bella fresca “te la mettevano sulla pancia!” Avevi prurito!? Ecco il rimedio, farina d’argilla, sulla parte afflitta dal prurito! E ti curavano, esclamando “ue picci ce tieni, mo ti curu io” (piccolo cosa ti fa soffrire, ti curo io!). Era un modo bello di vivere con i grandi, questo mi ha consentito di crescere prima. Voi mi direte, ma non giocavate? Certo che giocavamo. SEGUE DOMANI.

 

(1) Eugenio Imbriani (Ceramica artigianale in Puglia) e Simona Di Giulio ed Emanuela Di Palma (Bottega Cosimo e Carmelo Vestita”). In “La ceramica di Grottaglie, ovvero l’importanza della tradizione a cura di Stefania Massari e Pasquale Izzo-De Luca Editore d’Arte. Roma, Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari-26 novembre 2003-30 giugno 2004

(2) PIER LUIGI CERVELLATI. RELAZIONE NORME DI ATTUAZIONE CODICE DI PRATICA CITTA’ DI GROTTAGLIE Piano di Recupero del Centro Storico particolareggiato per la Città Antica e il Quartiere delle Ceramiche 2001/2002.Grottaglie

(3)“La ceramica dei fratelli Vestita di Grottaglie”- FAI giovani Bari organizza, sabato 13 maggio 2017.

(4) https://www.salentoacolory.it/la-cripta-nascosta-di-grottaglie/

 

(5) “La ceramica graffita in Puglia in età medioevale-la ceramica graffita ed invetriata: le origini”, del 2008,  della Dott.ssa Daniela De Vincentis nel catalogo  del XIII concorso di ceramica mediterranea, svoltosi a Grottaglie nel 2006,a cura dell’amministrazione comunale

 

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