CI SARÀ ANCORA VITA? DALLA CHIUSURA DEL TEATRO MERCADANTE ALLA RISTORAZIONE:

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NAPOLI CHIEDE SOLO DI RITORNARE ALLA SUA QUASI NORMALITA’

di Rosa Arpaia

Il teatro Mercadante di Napoli è costretto a chiudere i battenti causa inadeguatezza del sistema antincendio.

La speranza dell’ex presidente del teatro Walter Ferrara è quella di terminare i lavori del sistema in breve tempo e continuare in tutte le attività teatrali fino alla chiusura della stagione prevista a maggio. Ovviamente a pagare lo scotto è stato il pubblico che non è riuscito a godersi lo spettacolo Le Triane. La rassegna di danza, continuerà al teatro Augusteo. Fortunatamente è stata data la possibilità a coloro che avevano acquistato i biglietti per i vari spettacoli teatrali di optare per la visione di altri presso il teatro Augusteo e San Ferdinando.

Nel frattempo è sempre nell’aria la protesta dei commercianti e dei ristoratori, i quali non hanno ricevuto ristori e, nonostante tutto sono costretti all’estinzione dei cosiddetti “costi fissi”. Non a caso alla protesta dello scorso Venerdì in piazza del Plebiscito a Napoli, ha esposto il problema il maggior imprenditore della ristorazione napoletana Dino Caputo.

Prima la vostra categoria aveva il codice Ateco, adesso lo hanno tolto, lei è soddisfatto di questo provvedimento?

Io sono, insoddisfatto di tutto, perchè ci hanno solo illuso, deluso e mortificato, perché i codici Ateco abbracciano tutte le categorie, per cui hanno il diritto di essere riconosciute. Esistono diritti e doveri, noi oggi non riceviamo i diritti ma pratichiamo il dovere, per cui abbiamo ricevuto da chi ci governa un’estorsione, semplicemente perché, visto che ci hanno ordinato di fermarci, quindi noi abbiamo rispettato tutte le regole del caso, per la serenità di ciascuno, restando chiusi da un anno, d’altro canto il Governo dovrebbe accoglierci facendosi carico delle nostre incombenze economiche.

Lei cosa propone per iniziare, sempre nel rispetto delle regole?

Noi le regole le abbiamo sempre rispettate, abbiamo rispettato il glossario della comunicazione, noi siamo persone perbene, con questo modus operandi si è arrivati a un sistema di reclusione per tutti i cittadini. L’Italia non è gialla, rossa o verde; gli organi preposti lo scorso anno ci proposero di investire quello che noi avevamo e questo è il risultato, per cui io chiedo di riaprire in sicurezza, come sono aperti i bar e le pasticcerie, e poi noi dobbiamo portare a casa la pagnotta, in più dobbiamo pagare utenze e tasse.

Voi avete avuto dei sovvenzionamenti?

Zero. Le dico che noi abbiamo pranzato in autogrill in autostrada. Noi siamo partite iva società per cui non ci spetta nulla, spetta solo alle ditte individuali. Lo stato ha detto per poter aver accesso al ristoro devi dimostrare di aver avuto una perdita pari al 30%; se io ho avut una perdita del 29% non posso percepire nulla, per lo Stato sono comunque un virtuoso. Preciso che comunque io pago Inps, Inail e tutto ciò che compete la mia attività, in particolare tutti i miei collaboratori, in quanto alcuni di loro sono padri di famiglia come me. Per avvalorare quanto espresso prima di tutto da un onesto cittadino virtuoso, poi da un padre di famiglia e per ultimo da un imprenditore, concludo con un pensiero di Joseph Story:” Le repubbliche vengono create dalle virtù, dallo spirito pubblico e dall’intelligenza dei cittadini. Esse falliscono quando i saggi vengono banditi dai consigli pubblici, perché osano essere onesti, e gli sconsiderati vengono premiati, perché adulano la gente, in modo da poterla tradire.”

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Redazione

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