IL DECORO DELLE FACCIATE ESTERNE DEI PALAZZI DI TUTTO IL MONDO PARTE DA UN ARTISTA FERRARESE LE SUE TECNICHE PROSPETTICO-ILLUSORIE IN UNA DECORAZIONE BAROCCA ESALTANO LA BELLEZZA DI UN PALAZZO MOSCOVITA.
DI GIUSY DE IACOVO
“Quando l’arte incontra la passione, i sogni si possono realizzare”, è quello che è successo all’artista Giulio Masieri. Noto pittore ferrarese, che vive nella città friulana, conosciuto anche come l’artista degli animali giganti e gli audiopaint, progetto che unisce la pittura alla musica, attraverso uno strumento ideato proprio dallo stesso. Il progetto nasce nel periodo di pieno covid-19, quando le restrizioni governative, imponevano di stare a casa. In città, il primo animale gigante a prendere forma è un grosso gatto, sdraiato sulla parete del proprio condominio, attirando la curiosità dei grandi ma soprattutto dei bambini. Poi subentra un unorme cane, altro murales di otto metri per tre, ponendosi come guardiano del quartiere Torre. Un modo nuovo e unico nel suo genere, per riqualificare zone della città. Masieri, che aveva già operato in tempi pre-covid, portato in centro città, con fotomontaggi, enormi lumache e cani giganti, sulle pareti dei palazzi del centro. Ora ha deciso di impossessarsi realmente dei quartieri, ma in modo indelebile con la pittura e non più, attraverso la funzione dei fotomontaggi. L’Associazione di quartiere, oltre ad aver accolto molto bene la proposta del Masieri, ha già scelto il nome da attribuire al cane gigante, ovvero “Ettore”, che sta per “È Torre”. Certamente la preferenza del nome attribuito al cane, è stata una scelta efficace, molto significativa e nello stesso tempi di appartenenza.
CHI E’ GIULIO MASIERI?
Giulio Masieri, nasce a Ferrara nel 1972, e vive a Pordenone. Poco più che ventenne inizia a realizzare dipinti parietali in case private e presso enti pubblici: i primi lavori sono caratterizzati dall’attenzione verso la riproposizione realistica di strutture architettoniche immerse in una dimensione surreale. L’opera più notevole del periodo viene eseguita presso l’auditorium di Roveredo in Piano in provincia di Pordenone. Da sempre attento agli studi prospettici di matrice classica, nel 1999 si specializza nell’utilizzo di tecniche prospettico-illusorie dipingendo una decorazione in stile barocco presso un palazzo moscovita. Da qui inizia l’interessamento più vivo nei confronti dell’arte classica maturato anche attraverso l’incontro con maestri decoratori che segneranno significativamente il suo percorso professionale. Dal 2000 al 2001 viene convocato a Tokyo per la costruzione di palazzi in stile italiano settecentesco; in quel contesto approfondisce notevolmente le sue competenze tecniche relative alla decorazione architettonica dipinta. Da lì si aprono le porte di Parigi, Londra, Aqbar in cui si dedica allo studio delle quadrature ed ornati ottenendo risultati brillanti. Successivamente realizza progetti molto ambiziosi in Italia, Belgio, Francia, Kazakistan e Crimea, relativi al decoro di facciate e interni di abitazioni private per committenti quali il principe di Abu Dhabi nel 2008, il presidente kazako Nursultan Nazarbayev nel 2009 e importanti rappresentanti del commercio internazionale. Attualmente ha dipinto a mano scarpe e stivali della collezione autunno inverno 2016 firmata Kenzo ed è impegnato nella progettazione di decori presso ville ubicate in territorio friulano.
LO STILE DELLA SUA ARTE:
Attraverso un profondo rispetto e devozione verso le tecniche decorative classiche, Giulio Masieri riesce a riportare l’antica bellezza della pittura ”a fresco” all’interno di un contesto edilizio contemporaneo. Egli riprende fedelmente il complesso lavoro dei maestri rinascimentali che dal bozzetto riuscivano ad ottenere una compiuta realizzazione pittorica parietale passando attraverso la creazione di cartoni e il loro successivo spolvero. La stessa attenzione viene posta nell’utilizzo dei materiali che vanno dagli intonaci a base di calce per i fondi, ai pigmenti o terre colorate per la riproduzione pittorica vera e propria, servendosi sempre delle ricette dei grandi maestri. Tutti i soggetti dipinti fanno parte di un vastissimo alfabeto (foglie d’acanto, cornici, volute, dentelli, timpani, paraste, lesene, capitelli) appartenente alla cultura pittorica di matrice classica. La decorazione diviene dunque elemento determinante per la caratterizzazione di un ambiente. Ogni progetto viene studiato e realizzato in modo esclusivo e personalizzato partendo dai dettami antichi e rispettando l’architettura che lo accoglie. La sua filosofia e il rigore del proprio modus operandi gli ha permesso di proporsi in contesti internazionali esclusivi ottenendo sempre risultati di eccellente livello tecnico.
L’INTERVISTA:
Da quanto tempo dipinge e cosa l’ha spinto alla pittura? Ho iniziato da bambino perché l’arte e la musica erano di casa. Se non fosse stato per mio padre che mi ha insegnato a colorare forse non avrei mai dipinto. Quindi saranno più di 40 anni che dipingo, da 20 anche per lavoro, con alti e bassi chiaramente.Cosa prova, prima che tutto si materializzi sotto i suoi occhi? Riesce a vedere l’opera finita?Prima di iniziare ho sempre un grande entusiasmo determinato anche dalla voglia di vedere finito ciò che ho in testa, mi piace quella sensazione che si prova davanti a un foglio o una parete bianca: potrebbe essere simile a quando ti trovi su un trampolino a 10 metri di altezza e pensi “mi butto o non mi butto?” La parte più difficile è iniziare, poi è solo divertimento. So già come verrà realizzato ogni lavoro anche perché produco sempre un progetto prima di iniziare. Il suo virtuosismo pittorico da chi trae spunto, oppure è frutto delle sue capacità? Il virtuosismo pittorico nasce dalla voglia di imparare da chi dipinge meglio di me sia ora che in passato, credo che la dote di un artista sia importante ma coltivarla lo sia molto di più. Io paragono la pittura a una disciplina sportiva in cui più ti alleni e più diventi bravo. Gli artisti che io ammiro sono quelli che lavorano tanto. Ci spieghi cos’è l’audiopaint e come è arrivato a questa forma d’arte? Audiopaint è un progetto contemporaneo in grado di unire la pittura alla musica per mezzo di uno strumento pittorico musicale di mia invenzione che mi permette di produrre musica dipingendo. Ho costruito delle leve come quelle di un pianoforte, le quali portano un segnale dalla tela a dei tasti collegati al computer: ce ne sono 64 e ad ognuna ho assegnato una nota. Sono arrivato a questa forma d’arte un po’ per caso, cercando di inventare uno strumento capace di farmi suonare e dipingere contemporaneamente. È stato definito il pittore dagli animali giganti, questo le dà fastidio? Assolutamente no, faccio solo cose che mi piace ideare: li ho realizzati giganti proprio perché li notassero. Com’è iniziata questa sua scelta stilistica? E’ iniziata un po’ per caso, a casa durante il lockdown per il covid-19 non sapevo come passare il tempo ed il giorno di Pasqua ho deciso di realizzare un gatto gigante nel mio condominio, i mie vicini hanno accolto l’idea con entusiasmo e da lì è iniziato tutto. Un ultima domanda, Giulio Masieri, cos’altro vede nel suo futuro? Spero che questi animali vengano adottati il più possibile e che il covid-19 sia servito a ridimensionarci un po’.
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