Arrivederci “Maestro”, buon viaggio in questa eterna tournèe

Arrivederci “Maestro”, buon viaggio in questa eterna tournèe
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QUALCUNO DIREBBE LA MUSICA E’ FINITA, NO I GIGANTI RIMANGONO IN ETERNO NELLA STORIA, PARTICOLARMENTE SE QUEL POSTO LO HANNO CONQUISTATO IN SILENZIO, RISERVATEZZA CON ELEVATA ED INDISCUSSA PROFESSIONALITA’

DI GIOVAMBATTISTA RESCIGNO

E’ andato via in silenzio, senza fragori, senza riempire le pagine di rotocalchi e social, si è accommiatato dalla vita, come si accommiatava dal suo pubblico, nella più assoluta riservatezza, che ha scritto nel suo necrologio “C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare”. La sua classe anche con la morte, il suo stile, quello del grande direttore, si anche dei suoi funerali, che sicuramente aveva redatto tempo addietro, non ha tralasciato nessuna delle persone che lo avevano voluto bene nella vita, e come per il successo il premio Oscar, ha voluto mantenere   nella forma più riservata possibile il compianto della sua morte. Il grande compositore, A rendere noto il suo necrologio ed essere foriero della ultime volontà del Maestro, è stato il suo avvocato ed amico di famiglia Giorgio Assuma, che lo ha letto alla stampa accorsa al Campus Biomedico dove era ricoverato a seguito di una frattura del femore e dove ha consegnato all’eternità la sua persona e la sua vita, a seguito di complicazioni post operatorie, dopo aver appreso la ferale notizia. Ricordare la carriera artistica e musicale. lo so bene, è un inutile ripetersi, di frasi scritte e riscritte, ma non posso e non debbo esimermi dal ricordare ai lettori la figura dell’Oscar Ennio Morricone, una carriera cominciata dopo il diploma in tromba (come il papà Mario) presso il conservatorio di Santa Cecilia, aveva raccolto l’ eredità di famiglia completerà gli studi e la sua formazione studiando anche musica corale e direzione di coro. Da subito intesse una rete di amicizie con altri artisti e da subito inizia a scrivere musiche per film. Inizierà un rapporto di collaborazione lavorativa con la RCA, scrivendo canzoni anche per Paul Anka e Mina, ma non tralascia lo scrivere brani di musica classica, viene assunto alla rai, ma si licenza il primo giorno dopo aver appreso che le sue musiche, non saranno mai trasmesse; nel 1961, è il più giovane tra i maestri a dirigere l’orchestra del Giugno della Canzone Napoletana (che di seguito diverrà il festival della canzone napoletana, o festival di Napoli). La sua carriera Maestro, è stata un continuo crescendo e ricordare tutte le sue conquiste, le attestazioni, i premi ricevuti e le onorificenze che le sono state concesse dovremmo riempire intere pagine, ne cito una sola per tutte senza nulla togliere alle altre perché ogni riconoscimento ha la sua valenza e la sua importanza, e la sua motivazione per la concessione “Medaglia d’Oro ai Benemeriti della cultura e dell’Arte” concessale il 25 febbraio dell’anno 2000 ho citato questa, perché Lei Maestro, per la nostra nazione è stato il monumento della cultura e la stele dell’arte, senza mai ostentare, in riservo assoluto, quasi avesse vergogna della sua così imponente popolarità, della sua così e mecenate della musica. Maestro non la si potrà dimenticare perché ogni volta che rivedremo un western, o ricorderemo l’America, o per quelli un pochino più attempati come chi scrivere ascoltando Mina, Paul Anka e tanti altri artisti che hanno beneficiato delle sue musiche il nostro pensiero andrà a Lei, e Lei continuerà a vivere nonostante il necrologio che Lei ha scritto inizi “Io Ennio Morricone sono morto”  lo annuncio così, a tutti gli amici che mi sono stati vicini ed anche a quelli un po’ lontani, che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti”.  Per poi passare in rassegna solo alcuni amici tra i più cari, tra il quali “Peppuccio” (così chiamava Giuseppe Tornatore), le sorelle, i figli “spero che comprendano quanto li ho amati”. Ma l’ultimo saluto, il più struggente, è al suo grande amore Maria, la moglie, compagna di una vita. “A Lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. – conclude il Maestro -. A Lei il più doloroso addio”.

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