PUGLIA – “ASSISI” DEL SALENTO: SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA E SANTA MARIA DELLA PURITA’

PUGLIA – “ASSISI” DEL SALENTO: SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA E SANTA MARIA DELLA PURITA’
Read Time11 Minute, 36 Second

LA PUGLIA NON E’ SOLO MARE, IL TURISTA OLTRE LE SPLENDIDE ACQUE E LE IMMENSE DISTESE DI SABBIA DI GALLIPOLI, DOVFREBBE FARE UN TOUR TRA LE OPERE ARCHITETTONICHE E PITTORICHE CHE QUESTO LUOGO OFFRE

DI VITO NICOLA CAVALLO

Le due città del Salento, Galatina e Gallipoli immerse tra le rosse terre degli ulivi ed il mare Jonio, è possibile ammirare le composizioni pittoriche, seconde solo ai più conosciuti dipinti di Giotto nella basilica di San Francesco ad Assisi, della basilica di Santa Caterina d’ Alessandria a Galatina e la chiesa dei “Bastasi” Santa Maria della Purità a Gallipoli.

(1) foto di Santa Caterina d’Alessandria                              (2) Santa Maria della Purità

Santa Caterina d’Alessandria a Galatina in provincia di Lecce è una basilica realizzata da Raimondello Orsini del Balzo iniziata nel 1383, poteva dirsi già compiuta nel 1391. Quest’ultima data è incisa sull’architrave della porta laterale della chiesa, posta alla sinistra dell’osservatore. E furno costruiti anche il monastero Orsiniano, che non è più quello che noi vediamo oggi ricostruito a ridosso della chiesa, e l’antico Ospedale, con diritto di patronato, attualmente denominato Palazzo Orsini e adibito a sede del Municipio.

                       (foto e rif, bibl. (2),                                                  interno della basilica)

Lo stile della Basilica orsiniana, una delle chiese più caratteristiche dell’Italia meridionale, sia per la sua architettura e sia per i suoi affreschi, è costituito da una rara commistione di diversi elementi dello stile Romanico e del Gotico, i quali, senza mai alterarsi in una completa fusione, sono sempre strettamente collegati e connessi insieme: è il romanico pugliese, che trae la sua origine dal Romanico, con un qualche influsso bizantino, senza mai dimenticare la contemporanea presenza del Gotico, con influssi e ascendenze normanni.

(foto e rif, bibl. (2), interno della basilica)

La facciata, dalla linea di un purissimo romanico, è tricuspide con tre portali splendidamente ornati da intagli in pietra leccese, in doppia fascia su quelli laterali e su tripla fascia su quello centrale. La cuspide centrale sovrasta di molto quelle laterali. Al fastigio, sotto il cornicione, essa è ornata con archetti rampanti ciechi a tutto sesto trilobati. Lo stesso motivo decorativo adorna anche le cuspidi minori e ricorre sulle pareti superiori della navata maggiore e sulla parete della navata minore di destra. Su quella di sinistra esso è scomparso a motivo della nuova costruzione seicentesca del convento addossato alla chiesa. Il portale principale ha un pròtiro, ridotto ora a due colonne che poggiano su due leoni stilofori e sorreggono due aquile. In origine il pròtiro si componeva di quattro colonne e il sagrato, con un declivio da uno a cinque gradini davanti alla chiesa, era delimitato da quattro esili tronconi di colonne marmoree che, avanzi del primitivo convento, erano state poste a uguale distanza tra loro a due metri dalla facciata (come si può vedere nell’opera di P. Cavoti). Sull’architrave del portone centrale, il bassorilievo di Gesù assiso tra i dodici Apostoli richiama la decorazione dei sarcofagi romani del IV secolo.

(foto e rif, bibl. (1), facciata della basilica, https://www.visitgalatina)

La facciata centrale è divisa orizzontalmente in due sezioni poste su piani differenti: la superiore rientrante e la inferiore sporgente. La sezione superiore, ornata con archetti rampanti, ha tre acroteri: una croce al centro, San Francesco d’Assisi, a destra, e San Paolo Apostolo, a sinistra. Al centro il magnifico rosone che illumina l’interno. Anche questo è contornato da due fasce riccamente intagliate e sormontato da un mezzo architrave aggettante di pietra finemente intagliata. Dodici esili colonnine, a guisa di raggiera, partendo dall’esterno si fermano intorno ad un cerchio più piccolo che racchiude l’arma dei Del Balzo, a vetri colorati legati in piombo. Le cuspidi minori, un po’ rientranti, sono ornate come la maggiore, con archetti rampanti, ed hanno due grandi occhi ciascuna: i maggiori, verso l’esterno, ed i minori, dalla parte interna, collocati in asse con i portali laterali. Seguendo l’esame esterno dell’edifico, dopo le tante caratteristiche che ci riportano al romanico, ecco alla fine la ‘testa’ della grande nave, una grande edicola di forma ottagonale che ne costituisce l’abside, in uno stile dalla purissima linea del gotico-pugliese. Quest’ultima campata, o coro, viene aggiunta al restante corpo della Basilica da Giovanni Antonio Orsini del Balzo, intorno al 1460. Questa parte che doveva servire al grande edificio; quasi di lanterna per renderlo luminoso; si differenzia molto anche architettonicamente dal restante corpo di fabbrica. E’ costruita su una base di forma ottagonale, con sette grandi finestre a strombo interno ed esterno, cinque delle quali sono aperte e due murate. Fasci di colonne polìstili, polianulari suddividono il perimetro interno in otto lati. Le grandi luci delle finestre (m. 7 di altezza) si aprono sui muri perimetrali, divisi dalle colonne, e poggiano su mensole con fregi a piccoli archi. Lo stesso motivo ornamentale degli archetti trilobati è ripetuto al vertice. La cupola esterna è nascosta da una balaustra traforata cuspidale, conservata in parte; e la sua copertura è a scalea. Sempre all’esterno le grandi finestre sono sormontate dalle armi delle famiglie: del Balzo, Orsini, d’Enghien, Colonna e Clermont, inquartate. ( rif bibl. (1) https://www.visitgalatina) We Are in Puglia Video promozionale dedicato alle bellezze artistiche ed architettoniche della Puglia, © Edizioni l’Orbicolare, anno 2006. Promotional video dedicated to Puglia; s artistic and architectural beauties, © Edition l’Orbicolare, 2006

CHIESA DELLA PURITÀ A GALLIPOLI

La Chiesa di Santa Maria della Purità sorge nel centro storico di Gallipoli proprio di fronte alla storica spiaggia del Seno della Purità. Fu edificata tra il 1662 e il 1665 per volere della confraternita degli scaricatori di porto, i Bastasi. Agli occhi del visitatore il prospetto si presenta molto semplice costituito da una facciata bianca, molto luminosa, tutta contornata dal carparo. Su di essa si aprono due ingressi e due finestre simmetriche.

L’unica decorazione è costituita dal trittico maiolicato raffigurante al centro la Vergine col Bambino e ai due lati San Giuseppe e San Francesco D’Assisi. L’interno, ad unica navata, sbalordisce per la ricchezza delle opere sacre e delle decorazioni, per i fregi e per gli intagli lignei che offrono, veramente, un autentico trionfo del barocco. Infatti la chiesa, unica nel suo genere, è uno scrigno di opere d’arte, una vera pinacoteca. Lungo i muri vi è un autentico compendio della Bibbia, Antico e Nuovo

TESTAMENTO.

Grandi artisti hanno lasciato qui le loro opere e non vi è in essa un angolo, una parte del muro che non contenga una loro testimonianza. Sulla volta e sulle pareti si trovano grandi tele del tardo Settecento realizzate da Liborio Riccio e, ancora, personaggi biblici negli archivolti: Caino, Abele, Abramo si susseguono sugli archivolti delle finestre mentre sulla volta si possono ammirare le scene dell’Apocalisse.

Il presbiterio è inquadrato da un arco a tutto sesto interamente decorato, fin sui pilastri, da numerosi quadri, ovviamente di tema sacro. L’altare maggiore, in marmo policromo, è circondato da nicchie di Santi e della Madonna Addolorata che viene portata in processione durante i riti della settimana santa, mentre lungo le pareti sono predisposti i seggi dei confratelli contrassegnati con le loro rispettive cariche. Sempre sull’altare è collocata una pregevole tela della Vergine col Bambino tra San Giuseppe e San Francesco, che si attribuisce a Luca Giordano. Il dipinto è un autentico capolavoro, uno dei pochi quadri del pittore napoletano, siglato in basso sulla destra, con le lettere L. G., intrecciate e seguite da una F (Luca Giordano fece). Nella sacrestia si trova la settecentesca statua della Madonna della Croce, di manifattura veneziana. E’ comunque doveroso non avere solo lo sguardo verso l’alto poiché sotto i piedi del visitatore c’è un altro autentico spettacolo: un notevole pavimento maiolicato e decorato da arabeschi e motivi floreali che non può non destare stupore. L’inestimabilità delle opere, unitamente alla grande opera di restauro alla quale negli ultimi anni sono state sottoposte, rendono questo luogo di culto meta imprescindibile per chiunque venga a visitare Gallipoli. (4)

(6) La Confraternita di Santa Maria della Purità fu organata fin dalla sua costituzione nella Chiesa omonima, affacciata verso il mare. La Confraternita nacque sotto il titolo e la protezione di Maria SS.ma della Purità, attorno al 1663 per volontà di Mons. Montoya, che ne introdusse il culto nel Salento. La costruzione dell’Oratorio iniziò probabilmente nello stesso anno mentre le regole, approvate dallo stesso Mons. Montoya, furono sancite da regio placet nel 1768. A questa Confraternita aderirono i facchini e gli scaricatori di porto (Bastaggi; o Vastasi; in dialetto gallipolino), che seppero mutare nelle regole della Confraternita lo spirito di mutualità, soccorrendo con una speciale cassa le puerpere, i malati e gli anziani. Nel descrivere l' oratorio confraternale della Purità, ci si sofferma sulla caratteristica peculiare e in altre parole sulla ricchezza di tele dipinte che ricoprono le pareti e la volta della Chiesa. Originariamente decorata a fresco, di cui sono superstiti reliquie le immagini dei quattro evangelisti sul controprospetto, furono poi realizzate, su tavole, le grandi scene bibliche, oggi nel Museo di Gallipoli, e le lunette laterali. Aniello Letizia, notissimo nel panorama della pittura salentina del settecento, lavorò ai dipinti della Chiesa tra il 1726 ed il 1738, anche se oggi sembra problematico individuarne con certezza i lavori. Di notevole rilievo artistico è la grande tela collocata sull’altare ed eseguita dal più applaudito pittore del tempo, Luca Giordano (come attestano i documenti ritrovati di recente dal Sig. Antonio Faita a Napoli) che volle raffigurare la Madonna con il Bambino Gesù sfolgoranti di grazia tra gli oranti S. Francesco e S. Giuseppe.

Un altro pittore che nella seconda metà del 700 eseguì numerose opere per la Confraternita della Purità fu Liborio Riccio, un sacerdote secolare nato a Muro nel 1720. Approdato nella Confraternita attorno al 1760, eseguì le tele laterali dei quattro profeti maggiori (Isaia, Geremia, Ezechiele e Baruch), collocati ai lati delle cantorie nel nuovo presbiterio fatto costruire sul suolo appositamente acquistato. Vi ritornò a più riprese per dipingere tutta la volta del nuovo cappellone, ai cui angoli rappresentò la Carità, la Speranza, la Fede e la Giustizia, a commento delle storie della vita di Giuseppe. Tra il 1771 ed il 1773, infine dipinse le grandi tele della navata, raffiguranti le storie di Giaele e Sisara, Giuditta e Oloferne, Mosè che fa scaturire le acque, Davide e Golia. Al 1773 risale anche il suo grande dipinto, collocato sul contro prospetto, illustrante il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Molto probabilmente sono attribuibili al Riccio anche le tele alla volta della navata raffiguranti alcune scene dell’Apocalisse, storie degli antichi Patriarchi (Noè, Abramo, Giacobbe,), dei nostri progenitori Adamo ed Eva, mentre la stupenda tela del lunotto dell’attico rappresentante la Natività di Nostro Signore Gesù Cristo è stata dipinta con molta probabilità da Francesco De Mura nel 1731. Un altro elemento di decoro della Confraternita è la statuaria. Infatti sono presenti in essa diversi simulacri realizzati sia in legno sia in cartapesta. Le statue lignee sono quattro: una rappresenta la Beata Vergine Maria della Purità, artisticamente intagliata nel legno a Napoli nel 1768; altra è quella della Madonna del Canneto che fu commissionata, sempre a Napoli, dalla Confraternita giungendo a Gallipoli il 7 luglio del 1764. Infine ci sono due piccole statue lignee, poste alle due estremità dell’altare in marmo policromo, che raffigurano San Giuseppe e San Francesco d’ Assisi. Per quanto riguarda, invece, la statuaria in cartapesta ne è esempio prima di tutto il magnifico simulacro ottocentesco della Madonna della Croce o Desolata che assieme al Cristo morto, adagiato nella bara in legno intagliato e indorato, è protagonista della commovente e pia processione che la Confraternita cura all’alba del Sabato Santo. Non da meno è la statua del 1867 di Santa Cristina, la compatrona di Gallipoli, frutto della rinnovata popolare devozione promossa dall’allora Padre spirituale della Confraternita il Can. Serafino Consiglio, magistralmente eseguita dal maestro cartapestaio leccese Achille De Lucrezi. Tutte le notizie storiche riportate sono tratte dagli scritti del Sig. Pindinelli Elio e del Prof. Barbino Antonio (5)

Church of Santa Maria della Purità The Church of Santa Maria della Purita is located in the historic center of Gallipoli, in front of the; seno della Purità; beach. It was built between 1662 and 1665 at the behest of the Bastasi brotherhood of Bastasi, that is, the port unloaders. In those years, the Oratory was built with a single nave, subsequently modified and expanded. In the church there;s a statue of Madonna della Misericordia, of the first half of 800, popularly known as the Desolate, carried in the Holy Saturday; procession with the statue of the dead Christ. Other statues are those of the 18th-century Madonna del Canneto and Santa Maria della Purita, in wood, and Santa Cristina (1866), in papier-mâché (6) Per visionare le opere della chiesa della Madonna della Purità consultare il reportage foto-video in https://www.facebook.com/104294597935565/videos/655822264980201/ video di vito nicola cavallo

(1) https://www.visitgalatina.it/it/scopri-galatina/cosa-vedere-a-galatina/le-chiese/1- basilica-di-santa-caterina-d-alessandria.html  (2) WeAre in Puglia Video promozionale dedicato alle bellezze artistiche ed architettoniche della Puglia, Edizioni l’Orbicolare, anno 2006. Promotional video dedicated to Puglia's artistic and architectural beauties, © Edition l’Orbicolare, 2006.https://www.youtube.com/watch?v=JOcfLHJ4SsE (3) https://www.basilicaorsiniana.it (4) https://www.terrarussa.it/8499/guida-salento/cultura/chiesa-della-purita-a-gallipoli- uno-scrigno-di-opere-darte/ (5) https://www.facebook.com/pg/Confraternita-Santa-Maria-della-Purit%C3%A0- Gallipoli-104294597935565/about/?ref=page_internal (6) http://www.365giorninelsalento.it/it/w/attr/492/chiesa_di_santa_maria_della_purita (7) https://www.facebook.com/104294597935565/videos/655822264980201/ video vito cavallo

2 0
Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleppy
Sleppy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
100 %

Archivio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

it_ITItalian
it_ITItalian