IMPORTANTE SCOPERTA – UNA CRIPTA BIZANTINA NEL CUORE DEL QUARTIERE DELLE CERAMICHE A GROTTAGLIE IN PROVINCIA DI TARANTO

IMPORTANTE SCOPERTA – UNA CRIPTA BIZANTINA NEL CUORE DEL QUARTIERE DELLE CERAMICHE A GROTTAGLIE IN PROVINCIA DI TARANTO
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SCOPERTA A GROTTAGLIE UNA CRIPTA AFFRESCATA, LE RAFFIGURAZIONI DI TRE SANTI RICOPRONO LE PARETI. I COLORI NONOSTANTE I SECILI TRASCORSI SONO ANCORA VIVI

DI VITO NICOLA CAVALLO  

Il Quartiere delle Ceramiche ha restituito una cripta con tre affreschi. Il rinvenimento è stato reso noto da Angelofabio Attolico, collaboratore del dipartimento di studi classici e cristiani della cattedra di Archeologia e Storia dell’arte Paleocristiana e Altomedievale dell’Università di Bari, diretto da Gioia Bertelli. La cripta ha rilevato la presenza di tre affreschi raffiguranti San Nicola, Santa Barbara ed il Cristo benedicente. Si tratta di un trittico in fase di datazione, che potrebbe contribuire a definire meglio i rapporti tra i vari nuclei abitativi presenti a Grottaglie tra il XII e il XIII secolo. La datazione degli affreschi consentirebbe di comprendere l’evoluzione dei nuclei e degli insediamenti abitativi.

Dichiara  Attolico  “Già da tempo l’Università di Bari collabora con l’amministrazione di Grottaglie e conduce   studi sul’età medioevale. Le prime fasi di questa ricerca hanno portato allo studio di diversi insediamenti di età medioevale, quali ed esempio a testimonianza la più antica è costituita dalla prima fase delle decorazioni pittoriche della Chiesa Maggiore di “Riggio”, datata alla prima metà del X d.C. Tale datazione non fissa l’inizio dell’abitato ma è ipotizzabile che il dipinto murale sia stato realizzato quando il villaggio era pienamente sviluppato. Quindi nei secoli successivi diversi edifici di culto, di cui non è possibile stabilire la datazione originaria, probabilmente di carattere privato e con destinazione funeraria, registrano la realizzazione di affreschi la cui datazione non sembra superare il XIII d.C. è il caso della Chiesa Maggiore e Minore di Riggio, della “Cripta delle nicchie” di Penziero e della “Cripta di San Pietro” presso Lo Noce. Non si conosce bene l’evoluzione dei nuclei abitati e dei loro rapporti commerciali ed amministrativi fino al XI d.C., ma qualcosa si può desumere da quanto avviene dopo il basso Medioevo, quando i villaggi ubicati presso le gravine di S. Elia e S. Giorgio (attuale centro storico e quartiere delle ceramiche) assumono un ruolo di aggregazione di primo piano. Insediamenti medioevali, in particolare quest’ultimi, che hanno formato il centro abitato di Grottaglie, la scoperta della cripta in cui ubicata la chiesa con i tre affreschi-in fase di studio (probabilmente i santi Barbara, Nicola ed il Cristo Pantocrator) è di grande importanza, per capire il fenomeno evolutivo della stessa città delle ceramiche ed in particolare modo del centro storico. Questa chiesa, infatti, si colloca nella gravina di S. Giorgio che fù interrata e coincide con l’attuale via Crispi (quartiere delle ceramiche) ed è testimonianza di un pregresso insediamento probabilmente rupestre che era presente in questa gravina e che ha avuto una evoluzione successiva che ha portato all’attuale centro storico. Questi affreschi sono interessanti ci permettono di capire la datazione e la formazione del primo insediamento si tratta di affreschi bassomediovale dopo il mille probabilmente del XII sec. Sono in corso di studio interessante questa chiesa per il suo stato di conservazione degli affreschi che riproducono il Cristo benedicente che porta nella mano sinistra un libro aperto dove c’è scritto “EGO SUM DIX MUNDI”, dipinto ben conservato ed è affiancato da una santa parzialmente conservata perché bisogna tener conto che il centro storico nel corso della sua trasformazione diverse fasi di interramento e distruzione per la costruzione in età moderna degli edifici alla destra del Cristo abbiamo un santo benedicente con il libro chiuso nella mano sinistra, tra l’altro questi affreschi sono importanti per la datazione dell’insediamento rupestre e del centro storico di Grottaglie , ma è anche interessante come sono ben conservati i dettagli che ci permettono di leggere l’aspetto originale della chiesa si segnala la presenza della croce in negativo collocata sul banco di roccia, che si ritrova nel territorio in altri contesti come nella chiesa della Madonna delle Grazie di S. Marzano di S. Giuseppe e nel Territorio tarantino . All’ingresso della chiesa-cripta, si evidenziano delle nicchie ed acquasantiera, si rileva che questi luoghi nel tempo hanno subito delle trasformazioni quindi è difficile affermare che queste realizzazioni sono state realizzate con la prima fase d’impianto della chiesa, e quindi collegabile alla chiesa stessa, la funzione di queste nicchie era quello di appoggio, diversa la nicchia affianco al santo benedicente che và messa in relazione con la chiesa, in quanto in tutta l’area sono state ritrovati una gran quantità di  frammenti ceramici che aderiscono ad epoche diverse, per cui pur non possedendo dati stratigrafici affidabili fa pensare ad un utilizzo continuativo della chiesa fino all’età moderna, non necessariamente con scopo cultuale dell’ambiente. Tutta la ceramica di età medioevale che abbiamo ritrovato ed analizzato nella fase preliminare dello studio non và messa direttamente in relazione con la chiesa ma ad una frequentazione nell’età medioevale della gravina di S. Giorgio e sicuramente la cosa interessante per Grottaglie che ha fatto della ceramica il suo marchio ed elemento di riconoscimento  è la presenza di una grandissima quantità di ceramica medioevale che mette in discussione una serie di discorsi fatti sino ad oggi sulle produzioni, confermate da altri studi in corso sul territorio, che probabilmente ci fossero dei centri di produzione di età neobasso medioevale anche qui a Grottaglie anche prima della produzione della graffite”.

La decorazione pittorica della “Chiesa Maggiore” della gravina di Riggio a Grottaglie.

Angelofabio Attolico prosegue nelle sue dissertazioni sul ritrovamento della chiesa e delle ricognizioni di superficie eseguite nel territorio di Grottaglie. –  proseguendo – “Le ricognizioni di superficie eseguite nel territorio di Grottaglie (TA) dalla Cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte Paleocristiana e Altomedievale dell’Università degli Studi di Bari hanno permesso l’individuazione e l’analisi di un significativo numero di insediamenti rupestri di età medievale; tra essi un ruolo di primaria importanza è rivestito dal villaggio della gravina di Riggio, che presenta, oltre a numerose grotte antropiche adibite a scopo abitativo e produttivo, due chiese affrescate. La decorazione pittorica della “Chiesa Maggiore” è stata sottoposta ad indagini storico artistiche, archeologiche ed archeometriche che hanno permesso l’individuazione di due fasi diverse di stesura degli intonaci: la prima, ascrivibile al X secolo d.C., presenta alcuni temi iconografici desueti e trova confronti in area cappadoce; la seconda, databile intorno alla metà del XI secolo d.C., è caratterizzata da sette santi vescovi, la cui cifra stilistica rimanda ad analoghi esempi documentati in Puglia e in Grecia”.

La lettura stratigrafica della (Chiesa Maggiore) della gravina di Riggio, è stata invece affidata a Maristella Miceli, la quale nel merito ha così dichiarato.

“Contestualmente allo studio delle testimonianze storico artistiche è stata condotta anche l’analisi stratigrafica dell’architettura della chiesa mediante una attenta lettura dei segni in negativo ancora presenti sulla superficie rocciosa. Le fasi di frequentazione identificate sono da mettere in relazione all’utilizzo liturgico dell’invaso, che a partire da un’epoca cronologicamente non precisabile, ha conosciuto anche una rifunzionalizzazione non cultuale. Il modello icnografico, ad aula unica con due absidi orientate, trova confronti in numerosi altri edifici ipogei e subdiali presenti in una vasta area che comprende le coste del Mediterraneo occidentale ed orientale”.

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