OMICIDIO DI MARTINO GLI INVESTIGATORI TEMONO L’INIZIO DI UNA NUOVA GUERRA TRA CLAN.

OMICIDIO DI MARTINO GLI INVESTIGATORI TEMONO L’INIZIO DI UNA NUOVA GUERRA TRA CLAN.
Read Time2 Minute, 20 Second

I GIOVANI PUSHER DEI MONTI LATTARI INSERITI IN UNA GUERRA IL CUI INIZIO NON È DIPESO DA LORO. L’OMICIDIO DEL MINORE SCATURITO SICURAMENTE PER LA CONTESA DELLE PIAZZE DI SPACCIO

DI GIOVAMBATTISTA RESCIGNO

Gioventù bruciata, ecco questo sovviene alla mente quando devi scrivere di un omicidio commesso da un giovane che ha solo tre anni in più della sua vittima. Fendenti scagliati alla rinfusa, forse nemmeno con quella intenzione iniziale di voler uccidere, ma di colpire, colpire, colpire, di fargliela pagare. Ma poi chi sa quale strano meccanismo è scattato nella sua mente e lo ha colpito fino a farlo morire dissanguato. Ha 20 anni l’assassino di Nicholas di Martino. È stato fermato, ieri mattina, Maurizio Apicella, rampollo di un capo, giunto all’appuntamento organizzato domenica notte per riportare la pace tra i due gruppi. Con Apicella, Carlo di Lauro accusato insieme all’amico di omicidio. Una mediazione alla quale aveva provato Carlo Langelotti, il trentenne ferito con Nicholas, per ristabilire la calma tra i giovanissimi pronti a farsi la guerra in ogni occasione. Sguardi, offese, tensioni tra giovanissimi, che fino a pochi mesi prima vivevano la strada insieme. Ma scatta qualcosa, ancora non si sa che, e il tentativo si è trasforma in una trappola tra ex amici. I coltelli prendono il posto delle parole, sembra essere ritornati alla Napoli dei Guappi alla “Zumpata”, una zumpata  che ha portato alla morte il nipote del boss della cosca di Pimonte. Gli agenti del commissariato di polizia di Castellammare hanno impiegato, solo 48 ore per assicurare alla giustizia i sicari della notte di sangue di via Vittorio Veneto. Arrestato anche Ciro Di Lauro, 21 anni, l’altro giovanissimo che, con Apicella, ha partecipato alla lite scoppiata per dimostrare chi era il più forte, la sola legge che conta negli ambienti camorristici. Gli uomini della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castellammare di Stabia hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia per l’omicidio, aggravato dal metodo mafioso, del diciassettenne Nicholas ed il tentato omicidio di Carlo Langellotti, verificatisi nella notte di lunedì 25 maggio, in Vuia Veneto a Gragnano. I presunti autori sono stati identificati e su disposizione della Procura associati alla casa circondariale di Secondigliano. Negli organigrammi dei due sodalizi criminali composti per lo più da giovanissimi ci sarebbero, a quanto potuto percepire, molti più ragazzi, per lo più pusher operanti nelle piazze di spaccio sui Monti Lattari, e già ingaggiati in una guerra tra clan che tra l’altro non hanno dichiarato loro. Una faida cominciata con un omicidio di un minore a cui è stato negato il domani, ma ora secondo indiscrezioni degli investigatori si potrebbe aprire una nuova stagione di sangue che non potrebbe fermarsi.

1 0
Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleppy
Sleppy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Archivio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

it_ITItalian
it_ITItalian