NO ALL’APERTURA! SIAMO CONTAGIOSI! “COSI’ PASQUALE FALCONE PRESIDENTE DEL CONSORZIO CAVA CENTRO COMMERCIALE NATURALE”

NO ALL’APERTURA! SIAMO CONTAGIOSI! “COSI’ PASQUALE FALCONE PRESIDENTE DEL CONSORZIO CAVA CENTRO COMMERCIALE NATURALE”
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SERRATA DEI RISTORATORI PER FAR BLOCCO ALLE ORDINANZE PENALIZZANTI
DI ADRIANO MONGIELLO
Chi la vuole cotta, chi cruda, chi la vuole a casa, chi servito a tavola, chi vuole chiudere le cucine, chi vuole il pizzaiolo senza guanti: un bailamme di soluzioni, contrapposte per via dei diversi interessi. Salvaguardare l’economia o tutelare la salute? “E’ l’interrogativo che ci poniamo noi ristoratori, di fronte al bivio che si è presentato all’indomani delle ipotesi paventate e poi messe nero su bianco da parte dei governanti, per cercare di tamponare una falla che si è aperta nei conti dello Stato ed anche delle nostre tasche” esordisce Pasquale Falcone, titolare insieme al figlio, unitamente ad altri soci, di ben sei locali di ristorazione sul territorio di Cava de’ Tirreni. “ Non vorrei che il mio discorso fosse frainteso, ma è opinione comune che bisogna abbassare leggermente la guardia, altrimenti si incorre non nella delicata fase di prevenzione, ma nel precipitare nel baratro della paura e dell’imperturbabilità dell’affossamento della ragione: non è concepibile consentire, a partire dal prossimo lunedì, solo la consegna a domicilio, il che significherebbe prendersi in giro, ben sapendo che l’apertura dalle 16 alle 22 lascerebbe in “bianco” le prime tre ore, durante le quali, per abitudine consolidata italiana, nessuno mai ricorre alla cena, e consentirebbe nel restante orario di apertura, un limitato numero di pizze ( esempio di cibo facile e rapido da preparare ), che seppur vendute a prezzo leggermente maggiorato non darebbero alcun tipo di ossigeno alle magre casse del titolare. Il conto matematico e relazionato all’esperienza, misura in circa trenta minuti, l’ordine, l’approntamento dell’impasto, la cottura, l’imballo e la consegna al cliente al domicilio, per cui in scarse tre ore davvero si maturerebbe un incasso non sufficiente a coprire le spese.” Rimedi non sono suggeriti? “ E’ mia opinione, anzi si sta radicando un pieno convincimento, serrare le saracinesche, licenziare i dipendenti, pagare soltanto l’affitto e riparlarne in termini ragionevoli ed accettabili, il prossimo mese di ottobre.” Forse sarebbe stato il caso di organizzare una levata di scudi, fondando sulla compattezza di tutti gli operatori, grandi e piccini, per, non dico obbligare, ma chiedere un confronto con l’associazione di categoria e non semplicemente con le organizzazioni sindacali: senza forse, abbiamo competenza e idee!” E se vi foste mossi con anticipo sulle decisioni prese dal governo, cioè al momento dell’imposizione della chiusura, ad inizio marzo, forse avreste guadagnato tempo e non vi sareste trovati nella situazione attuale? “ A dire il vero, dal mese di maggio dell’anno scorso, sono stato nominato Presidente del “Consorzio Cava Centro Commerciale Naturale”, ma ho rilevato una situazione di contrasti, di rancori, di invidie tra commercianti, per cui sono riuscito ad organizzare alcune manifestazioni, partecipato a bandi nazionali, tra i quali quello per la riqualificazione delle vetrine, cercato di accedere a fondi della regione Campania, ma molti sforzi si sono infranti di fronte a difficoltà oggettive, non giustificabili, per cui ho messo in conto di lasciare questo incarico, a dispetto dei quattro anni di mandato affidatomi. Tutto ciò premesso, rende l’idea di come sia apparsa inutile e inascoltata la richiesta di incontrarci in video conferenza per, quanto meno, inoltrare rimostranze al Comune, alla Regione, al Governo: risposte vaghe e prive di lungimiranza, ed eccoci a leccarci le ferite che non si rimargineranno tanto presto, anzi molto, ma molto lontana vedo la luce in fondo al tunnel.” Intanto l’ordinanza del Sindaco consente l’apertura dei fiorai? “Necessaria per accompagnare il funerale delle attività, che vengono viste come fumo negli occhi, prive di parallelismo con macellerie, salumerie, panifici. Vorremmo che qualcuno, politico o esperto, ci dia man forte, soprattutto per non verificare, a breve, pioggia di licenziamenti, o, cosa che mi preoccupa, vere e proprie rivolte sociali, sul cui esito preferisco non fare nessuna valutazione. Un tavolo di verifica delle esigenze, delle misure di salvaguardia che siamo prontissimi a garantire, ma spiegatemi come sia fattibile una riduzione dei posti a sedere da circa cinquanta ad appena quindici, a tenere distanziata una famiglia di quattro componenti che in casa pranzano a stretto contatto di gomito e che da noi dovrebbero guardarsi con la lente di ingrandimento…!” Pasquale, tra i tuoi numerosi interessi, non hai mai nascosto la passione per la cinematografia, con la regia di alcuni film, ultimo dei quali, “Alessandra” (cast con Peppino Di Capri, Sergio Muniz, Sara Zanier) era previsto in uscita lo scorso 19 marzo. Ed ora? “Altro colpo da ko, autore il “maledetto”, che ha costretto a rinviare il tutto a quando sarà, con l’incubo che il mercato sarà invaso dalle pellicole realizzate dai produttori “monstre”, creando una specie di ingorgo ad imbuto, e sarà complicato far decollare la pellicola, nonostante avevamo concordato l’uscita in 5 sale in Italia, e in ben 30 cinema nella sola Campania…” Più “de profundis” di così……

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