CASA DOLCE CASA: UN BENE NON CONTAGIATO

CASA DOLCE CASA: UN BENE NON CONTAGIATO
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IL SETTORE IMMOBILIARE POTREBBE USCIRE “INDENNE” DALLA CRISI
DI ADRIANO MONGIELLO
E’ sempre stata al primo posto nei desideri di chi non l’aveva, è stata per chi la possedeva un punto di partenza per ogni decisione, è stata, per altri, uno degli investimenti più redditizi, insomma il bene immobiliare ha rappresentato uno dei punti cardine della vita di ognuno, ed in questo caos di ipotesi, di pensieri, di speranze, sembra diventata una delle ancore più affidabile. Inevitabile rivolgerci a chi nel settore rappresenta uno degli esponenti di spicco, al past-Presidente regionale della FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), nonché Consigliere Nazionale della stessa, Fortunato Donnabella, operante sul territorio di Salerno e provincia da oltre quarant’ anni: “Nella disamina della situazione che stiamo vivendo, si rende necessaria una valutazione anche di ciò che atteneva al nostro lavoro nel recente passato, ante-virus, per poi immergerci in quello che potrà essere, alla ripresa dell’attività: il mercato girava decisamente bene, si era raggiunto un ragionevole livello dei prezzi di mercato, i frutti erano tangibili, si era chiusa l’era del benessere immobiliare, infatti, superata la crisi, si erano stabilizzati e ridotti i prezzi rispetto al bum degli anni precedenti e si era risvegliato l’interesse degli acquirenti, le vendite erano aumentate, ognuno cercava di acquistare un alloggio migliore, cedendo il proprio, insomma si era in una situazione di equilibrio stabile. Il futuro è un’incognita, ma da alcuni contatti di lavoro, in questo periodo di chiusura, con comunicazioni esclusivamente on-line, ho verificato la predisposizione sia come acquirenti che come venditori, di compiere un passo indietro sia nella richiesta che nell’offerta. Buon segno, ma da verificare nel prosieguo, per il quale occorrerebbe la famosa “palla di vetro”, che nessuno possiede.” Da incrociare le dita, per dirla tutta, ma il sentore quale è? “Non enfatizzerei alcune affermazioni ottimistiche, in quanto nutro seria preoccupazione per la stabilità dell’economia, rendendomi conto, avendo la possibilità di dialogare con altri operatori, anche di settori come ristorazione, aziende, commercio, che la liquidità è carente, e non poco, che nonostante queste paventate aperture, limitate nell’orario, nella distribuzione di cibo, bevande, o di lavoro da dipendente, non è possibile garantire entrate che coprano le spese vive, il salario ai dipendenti, la gestione dell’immobile: un motivo di guardare all’immediato con molte perplessità.” Ritorniamo al compito che attende le agenzie immobiliari ed i loro titolari, comprendendo anche il personale? “La casa ha sempre un discreto appeal, come sottolineato precedentemente – afferma Donnabella – e, lato positivo del “restate a casa”, la possibilità, per molti, di verificare costantemente l’importanza della casa, la carenza di alcuni elementi, come la penuria di balconi o di terrazza, quindi anche esigenza di carattere funzionale, il che ha portato numerose persone ad ipotizzare anche un acquisto di un nuovo alloggio, ed a tal proposito, ho ricevuto numerose mail (unico mezzo di comunicazione efficace, anche a dispetto del tradizionale telefono) con richieste di visionare abitazioni comprese nel catalogo delle vendite. Oltre un centinaio di nuovi potenziali acquirenti mi lasciano fiducioso al momento che rialzerò la saracinesca dell’agenzia.” E l’aiuto dei siti cui ognuno di voi si rivolge è stato fondamentale? “Certo! Nonostante alcune riserve da parte di alcuni colleghi, ritengo che la proposta di ridurre i costi per la pubblicizzazione delle nostre opportunità da parte dei titolari de “idealista”, “Cerco casa”, “immobiliare.it” e tanti altri, sia stato ossigeno salutare per il nostro lavoro, segno, anche questo, di una collaborazione che sarà il toccasana per il ritornare a regime.” Per concludere, cosa ha significato questa ondata di paura, di impotenza, di sacrificio? “ Nell’ambito del settore di cui mi occupo, ho notato , da parte dei venditori una comprensione a limare i prezzi di conclusione degli affari, mentre, per quanto mi riguarda, ho rilevato una predisposizione verso la tolleranza, che ha raggiunto un livello inimmaginabile, ho vissuto con serenità questi momenti che per molti hanno avuto un significato di costrizione, ho riscoperto un sentimento di rispetto verso la natura, che ho sempre avuto, ma che si è amplificato dopo aver ammirato come è diventato il mare di Napoli, il lungomare di Salerno, gli animali scorrazzare per le strade vuote delle città, ed ho registrato una reazione, che in altre circostanze avrei accettato senza colpo ferire, nell’istante in cui un tizio ha lanciato dal proprio balcone un mozzicone di sigaretta: ho alzato la testa e l’ho letteralmente “freddato” con uno sguardo significativo, che, penso, non dimenticherà per molto tempo!” Tanta negatività questo “invisibile” non l’ha arrecata, c’è tanta positività e le nostre case saranno un rifugio quantunque e comunque, ma nel caso ve la sentisse “stretta” non disperate, ci sarà tempo e modo per adeguarla ad un futuro più radioso! Amen!

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