SANT ANTONINO LA FESTA CON LA QUALE I SORRENTINI ONORANO IL SANTO PATRONO, MUSICA E BUONA CUCINA, LE LAVORATRICI DEL TOMBOLO UN REMEMBER DI ANTICHE TRADIZIONI

SANT ANTONINO LA FESTA CON LA QUALE I SORRENTINI ONORANO IL SANTO PATRONO, MUSICA E BUONA CUCINA, LE LAVORATRICI DEL TOMBOLO UN REMEMBER DI ANTICHE TRADIZIONI
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SORRENTO: AL VIA L’ INIZIO ALLA NOVENA DI S. ANTONINO. SPIRITUALITA’, FOLKLORE ARTE DEL TOMBOLO E TANTA TANTA BUONA CUCINA.

DI FRANCESCA DURANTE

Al via i preparativi per la celebrazione del santo patrono venerdì 14 febbraio con tradizioni e riti che di anno in anno si rinnovano e radunano tutta la comunità sorrentina. Dopo la santa messa e la consueta processione nella piazza antistante la basilica di Sant’Antonino, la folla di fedeli scende nella cripta, il cosiddetto “succorpo” che ospita le spoglie di Sant’Antonino, per segnarsi con l’olio Benedetto di cui è unta la lamina d’argento posta dietro la statua del Patrono e per ammirare le tele e le medagliette che raffigurano gli interventi del Santo verso i sorrentina, come la liberazione della peste del 1656. In occasione di tale funzione religiosa Sorrento annuncio anche l’inizio di una nuova primavera per le attività agricole e turistiche allestendo lungo tutto il corso Italia un immenso mercatino. I festeggiamenti del santo patrono conservano anche tradizioni religiose, folkloristiche e culinarie. Una delle Antiche tradizioni che si rinnova ogni anno è quella dei “fuglitiell” (n.d.r. foglietti) delle vere e proprie preghiere volanti scritte o stampate su foglietti colorati che vengono lanciate al Santo insieme a petali di rose o fiori al passaggio della statua che lo raffigura per le vie del centro storico, mentre i balconi vengono ornati come si usava nei tempi andati con le più belle tovaglie ricamate dalle tombolane, che riportano alla mente le figure dio donne anziane sedute accanto al focolaio scoppiettante, intente al ricamo con altre donne della famiglia mentre una bambina con il suo piccolo ago ed un ritaglio di stoffa cerca di imitare l’anziana nonna, mentre la mamma è ancora intenta nelle faccende domestiche, immagini d’altri tempi, ma che si rivivono ancora certo è che non si possono dimenticare le bravi ricamatrici sorrentine, brave anche nel ricamare i pizzi e i merletti degli abiti tradizionali della città che vengono indossati in varie occasioni dalle donne del luogo. A creare poi la magica atmosfera della festa ci pensa la banda folkloristica cittadina che si esibisce sfilando lungo le strade con il suo repertorio musicale e sostando nelle piazze e slarghi per allietare i presenti. E come se tutto ciò non bastasse il suo spazio lo ritaglia ed anche ampiamento il cibo che, come anticipazione di carnevale, le brave massaie anticipano preparando con i dovuti ingredienti le tipiche pietanze del Martedì Grasso, e qui evitiamo il lungo elenco, perché solo a parlarne mette l’acquolina in bocca. I festeggiamenti culminano la sera tardi con un meraviglioso spettacolo pirotecnico che dal mare illumina tutta la cittadina. Con tutti questi elementi “Comm si fa ppe nun turnà a Surriento”

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FRANCESCA DURANTE

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