ALUNNI DELLE PRIMARIE E DELL’INFANZIA IN SCENA A NOCERA SUPERIORE CONTRO IL BULLISMO E CYBERBULLISMO METTENDO IN PRATICA LA METODOLOGIA CLIL

ALUNNI DELLE PRIMARIE E DELL’INFANZIA IN SCENA A NOCERA SUPERIORE CONTRO IL BULLISMO E CYBERBULLISMO METTENDO IN PRATICA LA METODOLOGIA CLIL
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UN NODO BLU PER IMPARARE FIN DA PICCOLI AD ESSERE GENTILI CON GLI ALTRI, A SENTIRCI AMICI.

DI ANNA CICALESE

Il 07/02/2020 presso il primo circolo didattico di Nocera Superiore in scena contro il bullismo e il cyberbullismo primarie e infanzia mettono in pratica la metodologia Clil, un nodo immaginario che lega tutti i partecipanti all’esperimento per sconfiggere questo fenomeno, gli allievi, ci racconta una delle docenti della scuola primaria che ha voluto fortemente far vivere ai bimbi questa esperienza Adele Verdossi, hanno ascoltato canzoni che riprendono la tematica, come bullo citrullo, una figura ambigua, debole, che non riesce ad integrarsi, un individuo solo, le docenti sono riuscite a far partecipare tutti infanzia e primaria animando ed estremizzando la situazione affinché il messaggio potesse essere chiaro a tutti, nella drammaturgia contemporanea di scene prese dai social ed adattate alle esigenze dei piccoli attori, ma anche manipolazione con l’ausilio di plastilina, corde e altri materiali, un momento di crescita per i bambini e anche la consapevolezza che bisogna capire le difficoltà e i pericoli, ma necessariamente è un percorso che si deve fare tutti insieme, istruzione e famiglie un legame indissolubile, il nodo simbolico appunto ha una valenza didascalica e sentimentale inscindibile. Non sono mancati momenti di gioco e con il sorriso si è riusciti ad entrare in empatia, e importante lavorare in termini di prevenzione afferma il dirigente scolastico del primo circolo didattico di Nocera Superiore provincia di Salerno Antonio Pizzarelli, questo per evitare aspetti ben più complessi e drammatici una buona informazione e comunicazione, effettuate dalle prime agenzie educative e cioè la scuola e la famiglia, continua Pizzarelli, infatti sono proprio la disinformazione piuttosto che la politica del silenzio, l’erronea convinzione di non poter denunciare i fatti che spingono il bullo a perseverare nella vita delle vittime coetanei e non, con la conseguente vergogna ad uscire allo scoperto da parte del malcapitato ,questo è chiaro innesca un pericoloso circolo vizioso dal quale non si riesce il più delle volte ad uscire, con gravi conseguenze psicologiche e fisiche. Presto tra i vari progetti previsti dalla struttura scolastica uno che ha come obiettivo quello di rendere la creatività, attiva un gioco di parole e nasce creatività, nel senso che le emozioni verranno veicolate afferma la dovente Anna Silvestri, non più solo teoria, ma portare gli allievi a combattere anche questo fenomeno con l’arte proprio come la metodologia Clil. La realizzazione di murales nello specifico, contro bullismo e cyber bullismo, creare opere straordinarie da preservare curare e difendere proprio come il proprio compagno o compagna di classe, l’emozione dei colori e delle forme con messaggi di rispetto e amore verso il prossimo.

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Redazione

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